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Febbre, se la conosci non la temi

Troppo spesso allarma i genitori, ma senza motivo, essendo un sistema di difesa del corpo dei più piccoli

La febbre è un rialzo della temperatura corporea (al di sopra dei 38 gradi) ed è uno dei sistemi di difesa del corpo umano; all’aumentare della temperatura corporea, si accelera la risposta del sistema immunitario e viene inibita la proliferazione dei germi responsabili dell’infezione (prima causa di febbre in età pediatrica). I microbi vivono nell’organismo di grandi e piccoli; per questo i bambini che frequentano comunità chiuse come gli asili nido e la scuola dell’infanzia sono soggetti a infezioni ricorrenti durante l’anno scolastico ma non c’è da preoccuparsi: sono considerate normali fino a 12 infezioni in 12 mesi. Nonostante questo, l'allarmismo sugli episodi febbrili è molto diffuso anche a causa di credenze errate:

  • le convulsioni febbrili sono eventi rari che si manifestano all’esordio della sintomatologia febbrile in bambini geneticamente predisposti e di un’età tra i 18 mesi e i 5 anni. Non sono correlate a temperatura elevata, bensì a caratteristiche genetiche del bambino e a immaturità del sistema nervoso centrale.
  • l’iperpiressia non è sintomo di meningite; l’infezione delle meningi è un evento raro e associato ad altri sintomi gravi (alterazione dello stato di coscienza, petecchie, cefalea, rigidità nucale...). Non è quindi giustificato accedere al pronto soccorso per ogni evento febbrile.

Cosa fare quando il termometro sale?

La febbre è sempre un’emergenza quando affligge un neonato o un lattante. In questi casi è utile una valutazione urgente in ospedale. Nelle altre situazioni, se le condizioni generali del bambino sono buone (è cosciente, si muove bene, riesce a bere, riesce a giocare), cercate di rassicurarlo e spogliatelo per evitare ulteriore aumento della temperatura corporea. Garantite sempre liquidi (acqua in primis) per evitare disidratazione. Se sono presenti sintomi dolorosi (cefalea, otalgia, faringodinia) o se la temperatura supera i 38,5°C somministrate Paracetamolo. È poi utile informare il pediatra appena appaiono altri sintomi, in genere entro 48 ore, affinché sia possibile effettuare una diagnosi e, se necessario, prescrivere una terapia farmacologica mirata.