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Difesa e marcatura del territorio nel cane e nel gatto

I nostri animali domestici non fanno certo eccezione e anche per loro è forte il richiamo della natura che li fa essere vigili e reattivi quando si tratta di salvaguardare la propria sussistenza. Cane e gatto, però, hanno schemi di comportamento molto differenti. Vediamoli insieme.

Il comportamento di difesa e di marcatura del territorio è normale in tutti gli animali e si manifesta con modalità diverse a seconda della specie e dello status, cioè del ruolo che il soggetto possiede all’interno della famiglia (se si tratta di animali domestici) o del suo branco naturale (allo stato brado). Negli animali da compagnia questi comportamenti spesso rappresentano un problema, ma con accortezze e metodi specifici si può risolvere senza troppa fatica.

Cane

I canidi sono animali sociali e predatori nomadi. In un certo senso sicuramente più affini a noi rispetto ai gatti, per quanto riguarda il controllo e la difesa del territorio. È proprio per questo motivo che nel corso di millenni si è creato il rapporto di reciproca collaborazione del quale ancora oggi beneficiamo. Tutti i cani, a una certa età, iniziano a difendere il territorio. È insito nella loro natura. Naturalmente l’attitudine a fare la guardia dipende anche dalla razza alla quale appartengono. In generale, per il cane, limiti quali muri, recinzioni o cancelli diventano invalicabili e bastano affinché si regoli nel difendere tali spazi. Tuttavia, rispetto al gatto, con il cane esiste il vantaggio di potergli insegnare a controllare le reazioni e a obbedire a ordini precisi. Un esempio: i membri del branco sono in casa, il cane abbaia se qualcuno tenta di entrare nel territorio, l’intruso viene riconosciuto come non pericoloso e il cane abbassa la guardia su ordine del padrone. Quando il cane è da solo, invece, svolge il lavoro senza interruzioni, per cui difende gli spazi da tutto e da tutti.

Gatto

Per il gatto è tutta un’altra cosa. Si tratta di un predatore per lo più stanziale che quindi ha fatto della difesa di territorio e risorse alimentari la propria ragione di vita, aspetto essenziale per la sopravvivenza. Ovviamente a noi tutto questo sembra strano perché nelle nostre case il cibo non manca mai. Però nella sua testa rimane sempre questo istintivo bisogno di controllare e difendere.  Il gatto abituato a uscire marcherà con urina, feci e unghie il perimetro che gli appartiene, aggredendo gatti estranei in maniera più o meno efficace. Anche quelli più casalinghi possono manifestare disagio o apprensione nell’avvistare soggetti potenzialmente pericolosi che si aggirano fuori dalle mura domestiche e in questi casi la sterilizzazione dei soggetti non influenza particolarmente questo tipo di comportamento. Bisogna quindi prestare molta attenzione quando un gatto marca in casa, poiché le cause possono essere di diversa natura. L’uso dei feromoni felini in questa circostanza rappresenta un’opzione valida.

Cause di marcature inappropriate:

Gatto:

  • maturità sessuale, più frequente nel maschio. La sterilizzazione risolve il problema stato ansioso e disagio per la localizzazione della cassetta o il cambio della lettiera.
  • ingresso di un nuovo gatto in casa o gatti che gironzolano intorno a casa.
  • trasloco, cambiamenti nell’arredamento.
  • infezioni delle basse vie urinarie (è necessario un controllo del veterinario).

Cane: comportamento di dominanza esibita anche attraverso l’urinazione contro  gli oggetti di casa, più frequente nel maschio. Si risolve con la castrazione e con un cambiamento delle regole sociali.