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Borromee, le isole fiorite

Aperte alle visite da marzo a ottobre, l'Isola Bella e l'isola Madre sono una sorta di Eden galleggiante con la loro esplosione di fiori e profumi, e le loro architetture degne di una fiaba. Bagnati dalle acque del Lago Maggiore, poco distanti dalla sponda piemontese di Stresa, questi atolli sono un vero "concentrato di primavera"

Si legge nei dizionari che la parola “paradiso” deriva dall’antico persiano “pairidaeza”, che significa “giardino”. E quando lo si legge ci si stupisce, perché si tratta di un’etimologia estremamente poetica ma del tutto inaspettata. O perlomeno inaspettata da chi ancora non ha visitato le Isole Borromee. Speroni di roccia emersi a una manciata di metri dalle sponde piemontesi del Lago Maggiore, delle tre sorelle che compongono questo piccolo arcipelago lacustre, è forse l’Isola Bella la più famosa. Ci sono voluti 400 anni e il lavoro di centinaia di uomini perché la famiglia Borromeo trasformasse questo atollo, un tempo abitato da poche decine di pescatori, in un luogo di delizie, edificando – a partire da un’idea del conte Carlo III che, nella prima metà del ‘600, immaginò l’impresa come un omaggio alla moglie Isabella d’Adda – un palazzo sontuoso, ma soprattutto progettando un giardino alla cui bellezza oggi si stenta a credere.

Inseguendo l'unicorno

Un mondo incantato quello dell’Isola Bella, nel quale ci si inizia a immergere quando, ancora sul traghetto, si delineano all’orizzonte le statue che vegliano sul parco e i gradoni che ne disegnano le forme. Una volta sbar­cati, a dare il benvenuto ci pensa un enorme canforo bicentenario, con i suoi grossi rami attorcigliati, custode fidato e silenzioso dell’Anfiteatro, palcoscenico gran­dioso per una compagnia di putti vivaci e allegoriche figure di marmo che giocano tra enormi conchiglie e nicchie scenografiche. Protagonisti della messa in scena, da una parte, sul prato, candidi pavoni bianchi che fanno bella mostra di sé con estrema naturalezza, dall’altra, stagliato contro il cielo, un enorme unicorno di pietra viva che sembra pronto a spiccare il volo sulle ali del vento. Una favola vera. Che prosegue risalendo le terrazze del parco e che aprono davanti ai nostri occhi distese di giardini all’inglese e barocchi, alberi secolari, azzalee fiorite, siepi di bosso modellate ad arte, grandi vasi di agrumi, melograni, palme e ancora piante e an­cora fiori, e tutto attorno un panorama di acqua e monti da mozzare il fiato. Completa l’opera l’immancabile serra, scrigno di piante esotiche e rare, e ovviamente il Palazzo Borromeo. I suoi saloni, che sono stati alcova per ospiti illustrissimi come Napoleone Bonaparte e Giuseppina, sono un susseguir­si di opere d’arte e soffitti da mille e una notte, mentre nei sotterranei stupiscono le grotte aperte sul lago che ci trasportano in un mondo acquatico, fresco e umido, dalle pareti incrostate di conchiglie, mosaici e antichi reperti. Oltre le imponenti mura del palazzo brulica la vita, con i negozietti e i ristorantini. All’orizzonte, invece, aspettano pazienti altre due isole dove approdare.

Di pescatori, madri e poeti

Se di trattorie vista lago non siete mai stanchi, la prima tappa è senza dubbio l’Isola Superiore, meglio nota come “dei Pescatori”, il che ne fa ovviamente una meta da buongustai. Piccola, piccolissima, è l’unica che nei suoi 100 metri di larghezza per 350 di lunghezza ospita una cinquantina di abitanti tutto l’anno e tra i suoi vicoli si tiene un vivace mercatino di chincaglierie. Più grande, anzi, la più grande delle tre, è l’Isola Madre. Austera e silenziosa, come le stanze del palazzo che ospita e che regalano il calore della vita vissuta perché ancora oggi dimora privata della famiglia Borromeo. E così, a raccontare la storia di questa dinastia ci pensano le porcellane, i dipinti, gli arazzi in bella mostra o le collezioni preziose, come quella dei meravigliosi teatrini delle marionette. Non è da meno il giardino, pensato come oasi per piante rare provenienti da ogni angolo del Pianeta, ma abitata anche da pavoni, fagiani e colorati pappagalli che vivono in libertà. Il parco all’inglese è disseminato di cannocchiali per scrutare all’orizzonte la terra ferma. Un altro mondo. Per fortuna all’attracco l’impatto con la realtà non è così duro. Ci aspetta infatti Stresa, gioiello della costa tutta palazzi Liberty e baroccheggiante bellezza. Amata da Lord Byron, Stendhal e Dickens, era meta imprescindibile dei Grand Tour ottocenteschi. Godiamoci il suggestivo lungolago, il clima mite, i giardini fioriti. Perché se è vero che le Isole Borromee ormai sono solo un ricordo, anche con “i piedi per terra” non è detto che si debba smettere di sognare.

 

Insolite storie alla Rocca di Angera

Impossibile non farsi sorprendere dall’imponenza di  questo edificio affacciato sul lago dalle sue sponde più meridionali. Struttura fortificata tra le meglio conservate della Lombardia, arroccata com’è sulla cima di un colle, la Rocca di Angera custodisce vari tesori, tra i quali il Museo del giocattolo con le sue oltre mille bambole realizzate dal XVIII secolo a oggi, tra le più importanti collezioni del genere in Europa. Altra unicità è il giardino medievale: presso la Rocca, infatti, sta “crescendo” un variegato spazio verde progettato seguendo le indicazioni di antichi testi di botanica, non solo per la scelta degli arbusti ma anche per la loro disposizione.

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Impossibile non farsi sorprendere dall’imponenza di questo edificio affacciato sul lago dalle sue sponde più meridionali. Struttura fortificata tra le meglio conservate della Lombardia, arroccata com’è sulla cima di un colle, la Rocca di Angera custodisce vari tesori, tra i quali il Museo del giocattolo con le sue oltre mille bambole realizzate dal XVIII secolo a oggi, tra le più importanti collezioni del genere in Europa. Altra unicità è il giardino medievale: presso la Rocca, infatti, sta “crescendo” un variegato spazio verde progettato seguendo le indicazioni di antichi testi di botanica, non solo per la scelta degli arbusti ma anche per la loro disposizione.

10 cose da fare nel week end

  1. Godersi una crociera al tramonto attorno alle Isole Borromee
  2. Salire ad alta quota (1.491 metri) con la Funivia Stresa-Alpino-Mottarone
  3. Viaggiare sul trenino storico delle Centovalli, inaugurato nel 1923, da Domodossola a Locarno
  4. Visitare i musei più insoliti, come quello del granito rosa a Baveno, il Gottard Park dedicato ai mezzi di trasporto o quello dell’ombrello a Gignese
  5. Provare il brivido della Lago Maggiore Zipline lanciandosi in volo da Pian d’Arla (1.307 slm) all’Alpe Segletta (960 slm)
  6. Perdersi nel verde dei giardini e degli orti botanici, come quelli di Villa Taranto o di Alpino
  7. Scalare il Colosso del San Carlone (gigantesca statua di rame ad Arona) per guardare attraverso i suoi occhi
  8. Sedere ai tavoli di una trattoria vista lago a mangiare pesce persico alla Borromeo
  9. Degustare un buon vino locale, come il Prünent o il Neuv Bruschett
  10. “Espatriare” raggiungendo Locarno e le sue bellezze

Dove mangiare

Via Roma
Trattoria alla mano, cucina del territorio.
Prezzo medio: 23 euro
Via Roma, 19 - loc. Intra (Vb)
Tel. 0323.402759
www.ristoranteviaroma.it


La sacca
Sala panoramica, cucina sfiziosa.
Menu à la carte da 25 euro
Via Sempione, 50 - Stresa (Vb)
Tel. 0323.31165 - www.hotelasacca.com


Piccolo lago
Regno dello chef due stelle Michelin Marco
Sacco e delle materie prime locali.
Menu degustazione da 105 euro
Via Filippo Turati, 87 - Verbania
Tel. 0323.586792 - www.piccololago.it

Dove dormire

HOTEL PALLANZA Quattro stelle sul lungolago.
Doppia da 130 euro
Via delle Magnolie, 8 - Verbania
Tel. 0323.503202 - www.pallanzahotels.com


REGINA PALACE HOTEL Lussuosi arredi d’epoca,
suite con vista sulle Isole Borromee e parco interno. Doppia da 190 euro
Corso Umberto I, 29 - Stresa (Vb)
Tel. 0323.936936 - www.reginapalace.it


GRAND HOTEL DES ILES BORROMÉES Qui hanno dormito Hemingway e le teste coronate di mezza Europa. Bello il centro benessere. Doppia da 200 euro
Corso Umberto I, 167 - Stresa (Vb)
Tel. 0323.938938 - www.borromees.com