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All'estero senza pensieri

Condividiamo sempre più esperienze di vita con il nostro amico a quattro zampe, tanto che è diventato impensabile per molti andare in vacanza senza. Anche all’estero. L’alternativa alle pensioni per animali è viaggiare insieme, rispettando le normative internazionali

Il documento necessario per viaggiare con il proprio pet (cane, gatto, furetto) nei paesi della Comunità Europea è il passaporto. Viene rilasciato dagli uffici dei servizi veterinari competenti per il territorio (Ausl). Per i paesi al di fuori dell’Europa ci si deve informare di volta in volta perché possono cambiare le norme sanitarie d’ingresso (per alcuni serve la titolazione degli anticorpi contro la rabbia). Per quanto riguarda il Regno Unito, a oggi siamo in un periodo di transizione, quindi conviene aggiornarsi in tempo reale.

COSA SERVE

L’animale deve essere obbligatoriamente iscritto all’Anagrafe Regionale. Va ricordato che per il cane sono comunque obbligatori l’identificazione mediante microchip e la registrazione. Per gatti e furetti non esiste ancora l’obbligo ma, nel momento in cui serve il passaporto, il primo passo è proprio quello dell’inserimento del microchip. Il proprietario può recarsi presso lo specifico sportello del Comune di residenza per richiederlo oppure andare da un veterinario accreditato, che ha accesso ai dati regionali dell’anagrafe e si occuperà di tutto. Una volta messo il microchip sottocute, si inseriscono in anagrafe i dati identificativi dell’animale e quelli del proprietario. Quindi si stampano, si compilano e si firmano due copie del documento: una per il veterinario (che la mette agli atti), l’altra per il proprietario, il quale la dovrà custodire con attenzione e la utilizzerà per richiedere il passaporto.

DOVE ANDARE

L’appuntamento presso i servizi veterinari va fissato telefonicamente chiamando un numero verde. Il consiglio è di cercarlo in rete, poiché ogni città e provincia potrebbe averne uno proprio. Chi risponde al telefono proporrà una data e un orario e in occasione dell’appuntamento ci si presenterà con:

  • animale per il quale si richiede il passaporto
  • documento di identità personale
  • documento che attesti l’identificazione e la registrazione dell’animale all’anagrafe regionale
  • ricevuta di pagamento di una somma (15 euro circa) sul conto corrente dell’Ausl di competenza

Il passaporto di solito è rilasciato sul momento dal veterinario ufficiale e dura tutta la vita dell’animale. Al veterinario curante, invece, spetterà il compito di aggiornarne gli appositi spazi quando procederà alle vaccinazioni, in particolare quella contro la rabbia che, in linea di massima, va effettuata almeno 21 giorni prima della presunta partenza.

VACCINO E PASSAPORTO

Informarsi per tempo sulla propria realtà è molto importante, perchè non tutte le Ausl rilasciano il passaporto con le stesse modalità. Alcune richiedono, per esempio, che l’animale abbia già effettuato il vaccino contro la rabbia: il veterinario di fiducia ne è sicuramente a conoscenza, può essere utile confrontarsi prima con lui. Oramai questo obbligo ha poco senso, poiché si rileva che molti proprietari si dotano anticipatamente del passaporto per poter essere già pronti con il documento qualora decidano di programmare un viaggio all’estero. In alcune città, invece, il passaporto viene rilasciato comunque, indipendentemente dal vaccino.