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Premiaty > MONDO PET Settembre 2021

IPERTIROIDISMO del gatto

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È piuttosto diffuso e colpisce gatti non più giovani. Può avere conseguenza gravi e spesso si manifesta con sintomi comuni anche in altri disturbi, quindi è bene fare attenzione

Si tratta di una delle patologie più frequenti nel gatto anziano. L’età media della diagnosi è 12/13 anni, con alcuni individui – pochi, in verità – che la sviluppano prima e la maggior parte, invece, più avanti negli anni. Può colpire tutte le razze, sia maschi sia femmine.

I sintomi più comuni

Nel 98% dei casi si tratta di un’iperplasia (aumento di dimensioni) adenomatosa funzionale della tiroide che induce un eccesso di ormoni. Nel restante 2% è un carcinoma (tumore maligno). Difficilmente ci si accorge dell’aumento di volume della tiroide, per via della presenza del pelo, per cui il proprietario si rivolge al veterinario per alcuni sintomi abbastanza caratteristici: perdita progressiva di peso associata ad aumento della fame, pelo arruffato e aspetto poco salutare..
Il gatto, quindi, può chiedere insistentemente da mangiare, talvolta anche di notte, ma cala di peso. Capita di visitare gatti che presentano magrezze veramente gravi e nonostante questo sembrano pieni di energie. Altri sintomi possono essere tachicardia, vomito, occasionalmente diarrea e un gatto su due beve più del solito e quindi urina anche molto di più.

Esami e terapie

Gli esami hanno lo scopo di valutare diversi parametri: da una parte capire come sta funzionando la tiroide – se troppo e in che misura – e se ci sono altri problemi concomitanti. Capita non di rado che un gatto affetto da ipertiroidismo sviluppi anche insufficienza renale cronica o problemi cardiaci.
Le terapie più comuni sono quelle farmacologiche, a base di carbimazolo e metimazolo. Il paziente va monitorato nel tempo e non è sempre facile effettuare controlli routinari perché i gatti possono essere veramente poco collaborativi. Si inizia con un dosaggio base e, a seconda della risposta, si decide in seguito se incrementare la dose.
Esiste anche un alimento specifico per i gatti ipertiroidei che va somministrato senza associarvi una terapia farmacologica. I tempi di risposta sono più lunghi rispetto all’uso dei farmaci e va integrato gradatamente all’alimentazione precedente per evitare disturbi gastrointestinali come la diarrea. Non vanno aggiunti altri alimenti. È senza dubbio un’ottima soluzione per tutti quei soggetti che rifiutano le medicine per bocca. Tutte le terapie vanno intraprese sotto la stretta sorveglianza del veterinario di fiducia, seguendo scrupolosamente le sue indicazioni e aggiornandolo regolarmente sugli eventuali miglioramenti clinici.

Alcuni sintomi tipici dell’ipertiroidismo sono sovrapponibili a quelli di altre malattie:

  • diabete mellito (aumento della fame e della sete, dimagrimento)
  • insufficienza renale cronica (sete intensa, aumento della quantità di urina, dimagrimento)
  • patologie gastroenteriche (perdita di peso, diarrea, neoplasie come il linfoma)
    Alla luce di tutto ciò, è evidente che solo attraverso esami accurati si capisce quale sia il problema e nel tempo il gatto va monitorato per controllare che i valori si assestino nel range fisiologico. Tra le terapie possibili c’è anche l’asportazione chirurgica della tiroide e la distruzione del tessuto neoplastico con iodio radioattivo, quest’ultima
    da effettuarsi solo in strutture autorizzate.