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NEMI, fragole e leggende

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Navi fantasma ed elisir rosati, vivaci fraschette e sacre pietre: questo splendido borgo dei Castelli Romani è la meta ideale per riempire un’assolata domenica di maggio di dolcezza e mistero

Sono le lacrime versate da Venere per la morte di Adone e trasformate in piccoli cuori rossi, frutti miracolosi capaci di allontanare i serpenti dai boschi. Questo si dice delle fragoline di Nemi, subito prima di averle assaggiate… perché subito dopo, l’unica cosa che si può dire è: buonissime! Hanno effettivamente qualcosa di magico queste gemme di dolcezza che nell’antichità venivano tradizionalmente mangiate proprio durante i festeggiamenti in onore di Adone, alle idi di giugno. Questa consuetudine pagana si è mantenuta nei secoli grazie anche a manifestazioni storiche come il Trionfo delle Fragole, organizzato in Campo de’ Fiori a Roma ogni 13 giugno fino al 1870. Protagoniste dell’evento erano le “fragolare” – cioè le donne che raccoglievano i preziosi frutti – che ancora oggi si possono incontrare a Nemi durante la Sagra delle Fragole, vestite come tradizione comanda. Dal 1922 la sagra si tiene la prima domenica di giugno, ma è proprio a maggio che le fragole iniziano a essere raccolte per essere mangiate fresche, decorare tortine alla crema, ma anche produrre deliziose confetture o l’imperdibile Fragolino di Nemi, un inebriante liquore aromatico.

Dolcezza con vista

“De fravole ’n profumo solo a Nemi pòi senti’ / Sotto quel lago un mistero ce sta / De Tibberio le navi so’ l’antica civirtà”. A riassumere in pochi versi l’essenza di questo borgo dei Colli Albani è un grande classico della canzone romanesca, ’Na gita a li Castelli, che già nel 1926 celebrava i due grandi tesori di Nemi, le fragole, appunto, e le navi nascoste nelle acque del suo lago. Prima di scendere a bagnare i piedi in quelle misteriose acque, però, concediamoci una passeggiata nel centro del borgo tanto amato da artisti come Goethe, Byron e D’Annunzio, rimasti folgorati dalla sua antica bellezza. E che probabilmente si orienterebbero ancora oggi tra i suoi vicoli e le sue colorate casette arroccate, perché nei secoli qui poco è cambiato. Il viaggiatore goloso non ha che da scegliere dove fermarsi, passeggiando lungo la strada principale che è tutto un susseguirsi di botteghe artigianali, ristoranti e bar dove gustare i migliori piatti della cucina locale. Oltre che per le sue fragole, Nemi in particolare è nota anche per i funghi che si raccolgono nel circondario, da provare in un bel piatto di fettuccine o con la polenta, e per la minestra di fagioli gialloni, varietà tipica della zona, aromatizzata alla sadorea, santoreggia in dialetto nemese. Dopo un pranzo importante è impossibile non concedersi un sorso di liquore, una rinfrescante granita o un goloso gelato, tutto rigorosamente a base di fragoline di bosco, meglio ancora se consumati con vista, seduti a un tavolino del Bar delle Fragole affacciato sul lago, o sulla terrazza del Bar Belvedere. Per raggiungere quest’ultimo dovete immergervi nella natura che disegna il Sentiero del Tempio di Diana: si tratta di un percorso scosceso lungo il quale incontrare la storia di Nemi proprio nelle pietre sulle quali un tempo poggiava il grandioso tempio romano a cui la cittadina deve il nome (Nemus Dianae era il bosco sacro dedicato alla dea), che un tempo sorgeva sulle sponde del lago e del quale oggi restano solo vaghe tracce.

Tesori sommersi

E raggiungiamolo, dunque, questo lago, nato da un vulcano e già luogo di divertimenti e villeggiatura per gli antichi romani, i cui fondali per secoli hanno custodito un segreto. La leggenda parlava di imbarcazioni nascoste dalle sue acque, dalle quali pare risalissero occasionalmente a galla oggetti di bordo, tirati a riva dai pescatori. E non si tratta di dicerie recenti. Iniziarono a circolare già nel I secolo dopo Cristo e solo a inizio ’900 si scoprì che c’era davvero un fondo di verità! Dal 41 d.C., infatti, sul fondo di quel lago giacevano due enormi navi lunghe 70 metri e larghe 25, fatte costruire dall’imperatore Caligola, come omaggio a Diana e alla dea egizia Iside, utilizzate come “palazzi galleggianti” in cui soggiornare o con cui divertirsi a simulare battaglie navali. Alla morte dell’imperatore il Senato romano ordinò di affondarle per eliminare con esse la memoria dell’acerrimo avversario. E il progetto pare abbia funzionato, se una manciata di anni dopo quelle navi sommerse erano già diventate leggenda. Oggi sulle sponde del lago di Nemi c’è un museo dedicato a queste navi fantasma: recuperate tra il 1928 e il 1932, sono state poi distrutte da un incendio doloso nel 1944. Di loro quindi il museo custodisce il ricordo, assieme a tanti reperti d’epoca che lo rendono comunque una sosta incredibilmente interessante.

Fraschette leggendarie

I Colli Albani sono un concentrato di delizie, accompagnate sempre da ottime bottiglie di vino. La coltura della vite affonda le radici nel mito, perché si attribuisce a Saturno la sua introduzione in queste terre: detronizzato dal figlio Giove, il dio si rifugiò da queste parti portando con sé e piantando la prima vite della storia. La leggenda vuole ancora che Numa Pompilio, secondo re di Roma, abbia scoperto a Nemi questa preziosa pianta e l’abbia portata a Roma assieme a un albero di fico e un ramoscello di olivo, gesto celebrato per secoli attraverso la tradizione di esporre un ramoscello – una “frasca” – fuori dalle taverne che servivano vino. Da qui il nome “fraschette” che ancora oggi caratterizza le osterie della zona.

Il vino di Caligola

Hanno visto la luce nell’estate del 2021 le 500 bottiglie numerate lasciate invecchiare due anni a 15 metri di profondità nelle acque del lago di Nemi. Si tratta di un Rosso Roma DOC (denominazione nata nel 2019 che comprende la provincia romana), prodotto dall’azienda agricola Monte Due Torri. I fondali di mare e loghi risultano essere il contesto migliore dove fare affinare e maturare il vino grazie all’assenza di luce e alle temperature costanti. In questo caso, poi, il lago di Nemi aveva dato già prova di grandi capacità di conservazione con le navi di Caligola, imperatore che dà nome e volto all’etichetta di queste bottiglie da collezione.

10 cose da fare a Nemi in un fine settimana

  1. A Marino ammirare la fontana dei quattro mori che distribuisce vino per la festa di ottobre
  2. Scoprire le differenze tra il pane di Lariano e quello di Genzano
  3. Mangiarsi un panino con la porchetta di Ariccia
  4. Innamorarsi delle ciambelle degli sposi di Rocca di Papa
  5. Affrontare i bastardoni di Zagarolo e mangiarseli in un boccone!
  6. Raggiungere Bellegra per assaggiare il fallacciano, fico che matura a luglio, ottimo anche sciroppato
  7. Regalarsi un mazzetto di giglietti di Palestrina, biscottini che omaggiano nella forma la famiglia Barberini
  8. Incontrare una pupazza frascatana in pasticceria
  9. Scoprire i vicini Monti Prenestini, dove ordinare un curioso piatto di gnocchetti allungati “a coda de soreca”
  10. Addentare una “guancia di canonico”, pesche tipiche di Castel Gandolfo

Info utili

In treno: è possibile raggiungere Nemi partendo dalla stazione Termini o Tiburtina con un regionale diretto alla stazione San Gennaro sulla linea Roma-Velletri. Da qui si raggiunge Nemi con un autobus della linea Schiaffini Travel una o due volte al giorno.

In aereo: l’aeroporto più vicino è quello di Roma Fiumicino, dal quale prendere il treno in direzione di Termini.

In autobus: si raggiunge in metropolitana il capolinea della linea A della metro (Anagnina) e da lì si prende il bus Cotral diretto a Genzano, scendendo alla fermata Genzano-Nemi e prendendo da qui un secondo bus, diretto a Nemi.

Shopping

Per preparazioni artigianali a base di fragoline un indirizzo interessante è quello di Fantasie Mediterranee, dove trovare deliziose confetture, gelatine e il celebre liquore fatti a mano. Se siete amanti di salumi e formaggi, invece, fate un salto all’Antica Norcineria Castelli attiva dall’Ottocento. Incontrate entrambi passeggiando lungo l’arteria principale del paese.

Dove dormire

Lo Specchio di Diana: albergo diffuso con appartamenti nel centro del borgo. Doppia da 80 euro. Corso Vittorio Emanuele, 11 Nemi (RM)albergodiffusonemi.it

Isola sul Lago: appartamento nel verde con vista lago da 100 euro a notte Via Parco dei Lecci, 40Nemi (RM)

Holiday Homes: un appartamento nel cuore del borgo storico con piccola Spa. A partire da 100 euro a notte Corso Vittorio Emanuele, 1 Nemi (RM)

Dove mangiare

Le Scalette: la tradizione dei Castelli nella sua versione migliore. Si mangia con 25 euro Salita Garibaldi, 8 / Piazza Umberto I – Nemi (RM) www.facebook.com/ristorantepizzerialescalettenemi

Trattoria dei Cacciatori da Tiberio: pochi coperti riservati agli amanti della cacciagione. Si mangia con 30 euroPiazza Umberto I, 6 Nemi (RM)

Ristorante Capodiferro: affacciato sul lago di Nemi, con terrazza panoramica, ideale per una cena elegante. Prezzo medio 50 euro. Via F.lli Cervi,1Genzano (RM)www.ristorantecapodiferro.it