Consigli pratici per far rifiorire le orchidee - SuperSIGMA
Premiaty > BALCONE E GIARDINO Giugno 2022

Consigli pratici per far rifiorire le orchidee

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Queste piante bellissime ed eleganti sono una tentazione cui si può cedere senza timore. Una volta conosciute le condizioni ambientali ideali, farle crescere e fiorire non sarà un lavoro per soli giardinieri provetti!

L’orchidea Phalaenopsis è la più diffusa e conosciuta al mondo e si trova facilmente anche nei supermercati. È originaria delle Indie orientali, dell’Indonesia e delle Filippine e cresce spontanea nelle zone molto umide, all’ombra degli alberi. È una pianta epifita – cioè che cresce sopra un’altra pianta che le serve solo come supporto – le cui foglie sono fondamentali per sopravvivere in quanto rappresentano l’unico organo di immagazzinamento dell’acqua.

Le radici della Phalaenopsis sono molto numerose, grosse, ramificate e grazie a esse la pianta aderisce al substrato o alla corteccia degli alberi. Le Phalaenopsis amano il caldo e la loro temperatura ottimale per crescere e svilupparsi è compresa fra i 23-24°C di temperatura massima e i 16-17°C di temperatura minima. Amano gli ambienti arieggiati, ma in casa serve fare attenzione alle correnti d’aria, che non sono gradite. Hanno bisogno di luce abbondante, ma vanno evitati i raggi diretti del sole, che brucerebbero le foglie.

Fioriture perfette

La fioritura delle orchidee può durare anche due mesi e seguendo qualche consiglio collaudato potremo far nascere nuovi boccioli. La prima regola, dopo la fioritura, è quella di non tagliare mai il gambo floreale (lo faremo solo nel caso dovesse seccare), poiché potrebbe ancora produrre nuovi fiori oppure i keiki, che sono delle piccole nuove piante. Bisogna garantire all’orchidea un’umidità molto alta (intorno al 70%) e occorre organizzarsi per raggiungere questo obiettivo. Per riuscirci possiamo sistemare il vaso che contiene la pianta sopra un recipiente, nel quale abbiamo messo dell’argilla espansa sul fondo (uno strato di 2-3 centimetri) e in cui sarà presente sempre un po’ d’acqua. In questo modo le radici dell’orchidea Phalaenopsis non saranno mai in contatto diretto con l’acqua che, evaporando, garantirà un microclima umido. Un altro accorgimento consiste nello spruzzare almeno due volte a settimana le foglie (al mattino) con acqua non calcarea, meglio se demineralizzata. Durante l’inverno l’interno delle nostre case diventa più secco, a causa del riscaldamento domestico, per questo motivo è consigliabile sistemare le piante lontano dalle fonti di calore, oppure si può tentare di migliorare l’umidità dell’ambiente con un vaporizzatore elettrico.

Le orchidee sono coltivate nel bark (un apposito substrato fatto di corteccia di abete rosso e di abete costiero Douglas), pertanto gli elementi nutritivi devono essere apportati con la concimazione. La Phalaenopsis va concimata ogni due settimane, in primavera con più azoto per la ripresa vegetativa, mentre in autunno occorre somministrare un concime con una maggiore concentrazione di fosforo e di potassio per favorire la fioritura. L’annaffiatura consigliata è con la “tecnica del bagnetto”: immergendo, cioè, in una ciotola piena d’acqua tutto il vasetto per circa un’ora e poi, prima di riposizionarla nel suo sottovaso con l’argilla espansa, facendo sgocciolare bene tutta l’acqua in eccesso. Inoltre, per stimolare la nostra orchidea a fiorire, occorrerebbe farle sentire un leggero sbalzo termico: per un periodo di due settimane la temperatura notturna dovrebbe scendere intorno ai 16° C.