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I SEGRETI DELLA VALMARECCHIA

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L’estate è fatta per il giallo, per il mistery: meglio di un libro sotto l’ombrellone, però, è un tour nell’entroterra riminese, tra buona tavola, poesia e affascinanti leggende

“Amor, ch’a nullo amato amar perdona”. Versi che solo a leggerli ci proiettano in quella stanza, davanti a quel libro, in compagnia di due tra gli amanti più sfortunati della storia, Francesca da Polenta e Paolo Malatesta. Se Dante ha consegnato al mondo il loro amore, rendendolo eterno, tanti però sono ancora i dubbi che aleggiano attorno a quell’episodio... Dove è avvenuto l’incontro fatale? A Gradara? O forse a Rimini? A Santarcangelo? O a Verucchio? Nessuno lo sa. Quello che si sa, invece, è che da queste parti, tra Romagna e Marche, i Malatesta regnavano incontrastati e le tante rocche che si incontrano lungo il cammino ne testimoniano la potenza. A partire dal Castello Malatestiano di Santarcangelo di Romagna (visitabile su prenotazione). Sempre qui, nella notte, c’è chi dice di aver visto una dama bianca aggirarsi tra i vicoli del borgo alto: è Francesca che vaga sconsolata alla ricerca di sua figlia Concordia, reclusa tra le pareti di un antico convento dopo la tragica fine della madre (cercatene il profilo in bronzo in Piazza delle Monache). Ma Santarcangelo è anche il paese delle grotte, circa 160 cavità che disegnano il sottosuolo del paese, scavate dall’uomo per ragioni ancora sconosciute e oggi usate perlopiù come cantine. C’è la possibilità di una visita guidata, ma vista l’accoglienza gioviale dei locali non sarà difficile trovare qualcuno che vi inviti a scoprire la sua grotta personale passeggiando per il paese. Il sorriso dei santarcangiolesi è lo stesso di Tonino Guerra, tra i suoi cittadini più illustri, artista nel senso più pieno del termine, al quale la città ha dedicato un museo.

Storia o leggenda?

Dalla dama bianca ad Azzurrina, il tour lungo il corso del fiume Marecchia – che da Rimini si insinua tra i colli romagnoli fino alla Toscana – prosegue all’insegna del mistero. E arriva al Castello di Montebello, che ospita lo spettro di una bambina scomparsa nelle sue segrete: a indicarne la presenza il suono di una palla che rimbalza negli antri più profondi della struttura. Un tour guidato, meglio se al calar delle tenebre, è consigliato agli amanti del brivido. In zona c’è anche il Santuario-Eremo Madonna di Saiano, custode di una miracolosa madonna in gesso, e il Museo Mulino Sapignoli (abitato dai folletti!), parte di un circuito di micro musei diffusi nella zona di Torriana che raccontano il territorio. Raggiungiamo quindi Verucchio, culla della famiglia Malatesta. Tra i personaggi illustri del casato il Mastin Vecchio, vissuto cento anni: al suo nome è legata la leggenda di un carro fantasma che percorrerebbe l’Italia in folli corse notturne. A Villa Verucchio, invece, si trova il Convento Francescano fondato da san Francesco stesso nel 1213, al cui interno s’innalza maestoso un cipresso di 25 metri, piantato – pare – dal poverello di Assisi. Arriviamo dunque a San Leo, meta turistica per eccellenza della valle, con la sua rocca di sconvolgente bellezza fiera e possente sulla cima di un inaccessibile sperone di roccia. Questo capolavoro architettonico di Francesco di Giorgio Martini fu a lungo prigione: tra i suoi ospiti più illustri il conte di Cagliostro, alchimista 50 ed eretico del quale vengono ben raccontati vita e misteri. Da scoprire anche il borgo sottostante – che Umberto Eco definì “la più bella città d’Italia” – con la pieve preromanica, il Duomo e il Convento di S. Igne.

Tutti a tavola

Tra ombre e visioni, non abbiamo ancora bevuto un bicchiere di Sangiovese! Per non farlo a stomaco vuoto raggiungiamo Maiolo, dove assaggiare il pane locale al quale è dedicato anche un museo itinerante che prevede la visita di alcuni forni che producono ancora il pane secondo tradizione (su appuntamento). Da vedere la Chiesa di S. Maria di Antico, con la sua Madonna ceramica attribuita a Luca della Robbia, e i ruderi della rocca di Maioletto, un tempo la più inespugnabile della valle. Novafeltria è il paese natale di un altro artista e poeta, Ivan Graziani; qui nasce anche il Mandolino del Montefeltro, prosciutto di spalla della storica macelleria Celli. Per assaggiare “l’ambra di Talamello”, il formaggio di fossa, raggiungiamo invece l’omonimo borgo, celebre anche per custodire un crocifisso di scuola giottesca, per la cella del cimitero che racchiude splendidi affreschi quattrocenteschi e per essere la città natale del pittore Fernando Gualtieri, al quale è dedicato il museo. L’ultima tappa di questo viaggio profuma di tartufo bianco pregiato. Quello di Sant’Agata Feltria, uno dei borghi medievali più caratteristici della zona. Da vedere il Teatro Angelo Mariani, uno dei più antichi d’Italia con struttura interamente in legno. Qui troviamo anche la Madonna dei Cappuccini, che mosse più volte gli occhi, quella di Fontescarino, davanti alla quale persino i buoi si inginocchiano, e quella del Soccorso, che salvò una donna da morte certa (il suo corsetto bucato da una pallottola è esposto lì accanto). Con la visita a Rocca Fregoso si chiude il nostro viaggio: è il Castello delle Fiabe, dove reale e fantastico si incontrano ancora una volta e quest’ultimo sembra finalmente prendere il sopravvento.

10 cose da fare in Valmarecchia in un fine settimana

  1. Immergersi nel mondo della miniera al Museo Storico Minerario “Sulphur” di Perticara
  2. Stupirsi di fronte ai giganti di metallo di Mutonia, villaggio di artisti alternativi
  3. Vivere il passato tra le suggestive mura della casa-museo di Casteldelci
  4. Scoprire che nel cuore della Romagna esiste “un’isola” di Toscana, che include Cicognaia e le frazioni limitrofe, tutte in provincia di Arezzo!
  5. Passeggiare per i vicoli dell’antico borgo di Petrella Guidi
  6. Raggiungere l’area sacrificale, avvolta nel mistero, nei dintorni di Torricella
  7. Fare trekking nel Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello
  8. Concludere una buca al Rimini-Verucchio Golf Club
  9. Visitare musei curiosi come il Mateureka- Museo del Calcolo di Pennabilli, o il Museo del Bottone di Santarcangelo
  10. Visitare l’Osservatorio Naturalistico e l’Oasi Faunistica di Torriana e Montebello

Info utili

In aereo

L’aeroporto più vicino è il «Federico Fellini» di Rimini (15 km), che si raggiunge in 45 minuti con il bus urbano n. 9. A 100 km da Santarcangelo ci sono anche il «Raffaello Sanzio» di Falconara Marittima e il «Guglielmo Marconi» di Bologna.

In auto

L’uscita dalla A14 Bologna- Bari è al casello Rimini Nord (4 km da Santarcangelo). Le strade statali: SS 9 Emilia Milano-Rimini; SS 258 Marecchiese Rimini-San Sepolcro. Le provinciali: SP 11 Sogliano; SP 13 Uso; SP 14 Santarcangiolese; SP 49 Trasversale Marecchia; SP 136 Santarcangelo-mare.

In bus

Per il di trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano: www.startromagna.it www.amrimini.it

DOVE DORMIRE

Hotel Oste del Castello

In una dimora del ’700. Spa nelle grotte tufacee. Pacchetto Day use & Dinner (cena e stanza d’appoggio) da 99 euro Via dei Martiri, 10 Verucchio (RN) www.ostedelcastello.it

Il Poggianino

Eleganza country. Doppia da 80 euro Via Collina, 1519 Poggio Torriana (RN) www.poggianino.com

Borgo del sole e della luna

In un’antica casa in pietra, atmosfera calda e accogliente. Doppia a partire da 60 euro, appartamento da 150 euro Via Petrella, 22 – Petrella Guidi (RN) www.borgodelsoleedellaluna. com

DOVE MANGIARE

Antiche Macine

Sapori tipici: pasta fatta in casa, piadina e carne alla brace. Menu della locanda: 34 euro Via Sogliano, 1540 Montalbano di Santarcangelo di Romagna (RN) www.antichemacine.it

La Sangiovesa, l’Osteria di Santarcangelo

Tonino Guerra sembra vivere ancora tra le sale di questo locale felliniano. Prezzo medio 35 euro
Piazza Beato Simone Balacchi, 14 – Santarcangelo di Romagna (RN) www.sangiovesa.it

Ristorante Piastrino

In un’antica casa contadina, vanta una Stella Michelin. Menu Radici: 55 euro Via Parco Begni Pennabilli (RN) www.piastrino.it

SHOPPING

Tra le botteghe artigiane più interessanti della zona si fa notare la Stamperia Artigiana Marchi di Santarcangelo (Via Cesare Battisti) attiva fin dal 1600: qui si stampa la tela con gli stessi metodi e strumenti di allora. Tra i vari prodotti della gastronomia locale, originale il Balsamo di Cagliostro, liquore alle erbe grazie al quale portare a casa lo “spirto” di questa terra.