SPILIMBERGO mosaico di delizie - SuperSIGMA
Premiaty > ITINERARIO Gennaio 2022

SPILIMBERGO mosaico di delizie

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Frico, brovada e muset, gubana e strucchi: visitare il borgo “dipinto” in provincia di Pordenone è una gioia per gli occhi e per il palato

Quando si dice “un gioiello”. Ecco, Spilimbergo è proprio un gioiello. Elegante e discreto, impreziosito da tre diamanti di rara bellezza: il suo Castello, il Duomo e la Casa Dipinta. Tre meraviglie racchiuse in un nido antico e curatissimo, un centro storico accogliente e piacevolissimo da visitare. Le strade porticate, l’acciottolato delle vie, le piazzette e le opere d’arte musiva che si incontrano lungo la strada – Spilimbergo è anche “capitale del mosaico” grazie alla sua storica scuola – rendono questo nucleo antico un piccolo capolavoro.

Il borgo dipinto

E partiamo proprio dal castello, nei secoli incendiato, demolito e parzialmente ricostruito, che oggi si presenta come un agglomerato di residenze signorili disposte ad anello, con il Tagliamento che ne lambisce le mura. Al suo interno una prima tappa di gusto imperdibile, il ristorante La Torre, perfetto connubio di arte, tradizione ed estro, grazie alla cucina dello chef Marco Talamini che reinterpreta i capisaldi friulani, proposti in abbinamento a pregiati vini selezionati da Massimo Botter. Non ci si alza di qui senza aver provato l’orzotto, piatto simbolo del locale. Poi si esce e si resta estasiati di fonte alla scenografica parete del Palazzo Dipinto, un trionfo di cavalieri e dame di rara eleganza. Pochi passi e si raggiunge il Duomo, al cui interno si fanno notare affreschi evanescenti popolati di figurine sacre e popolari, e un maestoso organo rinascimentale decorato. Proseguendo la passeggiata per il centro si raggiungono la bella Torre Orientale e il Palazzo di Ercole, detto anche Casa Dipinta, e il motivo salta all’occhio. Le mura della palazzina signorile, come spesso avveniva in tutta la regione per questo tipo di abitazioni, sono ricoperte di affreschi che raffigurano le storie della vita di Ercole, tutti realizzati entro la metà del ’500.

Sì, ma cosa si mangia?

Ancora pochi passi e raggiungiamo l’ingresso dell’Osteria al Bachero, in Via Pilacorte, altro must che richiama turisti gourmet da tutto il mondo. Locale storico che accoglie avventori affamati dalla fine dell’Ottocento, ha una storia curiosa: l’insegna infatti, che in origine recitava “Osteria alla città di Bari”, era gestita da un marinaio e portava nel cuore del Friuli prodotti del sud Italia! Oggi il locale è uno dei templi della tradizione regionale e attorno al grande focolare serve i grandi classici della cucina friulana. A partire dal caldo, avvolgente, rustico e imperdibile frico. Pranzo del boscaiolo in tempi remoti, compatto e sostanzioso, pare che se ne trovi traccia persino nel ricettario del Maestro Martino, chef personale del Patriarca di Aquileia redatto nella seconda metà del XV secolo. Concentrato di piacere fatto di formaggio stagionato fuso, cipolle e patate (ma nella versione più semplice anche il formaggio da solo fa la sua figura), non lascia spazio per molto altro, a meno che non siate dei veri fuoriclasse… o dei boscaioli affamati! A dir la verità, però, c’è poco di “leggero” nella gastronomia locale. Non è certo light la brovada: rape fermentate fino a 60 giorni dal sapore pungente e aromatico, soprattutto nel loro tradizionale abbinamento con il muset, insaccato simile al cotechino. Assieme al salam e alla luianie (salame e salsiccia) rappresentano il fiore all’occhiello della norcineria locale. Il salame, in particolare, è molto amato cotto nell’aceto (tal aset).
Da provare anche la pitina, polpetta di carne di pecora o capra ricoperta di farina di mais e affumicata. Ma ci vogliamo far mancare la polenta? Mai! Con la trippa, magari, o con il formaggio Asìn abbrustolito. Questa specialità della vicina Pieve d’Asio (di qui il nome) ha la peculiarità di riposare fino a tre mesi in bacini pieni di salamoia, mai svuotati… e si parla di secoli.

O almeno questo vuole la tradizione.
Menzione d’onore al prosciutto di San Daniele, che ovviamente qui è di casa. Per concludere serve solo una fetta di gubana, classico dolce friulano ricco di noci, uvetta, pinoli, zucchero e grappa, o un paio di strucchi, bocconcini fritti di frutta secca, uvetta e grappa.

La capitale dei coltelli

Per gustare al meglio i piatti della gastronomia friulana è d’obbligo utilizzare strumenti altrettanto eccellenti. Come, per esempio, le lame di Maniago, la città dei coltelli. Qui, nelle coltellerie storiche – spuntate come funghi dal XV secolo a oggi – e nelle più attuali aziende artigianali, se ne trovano di ogni fattezza e adatti a ogni utilizzo, realizzati con la stessa maestria di quelli che un tempo venivano forgiati dagli abilissimi coltellinai maniaghesi per le truppe della Serenissima.

Il re della tavola

Impossibile sedere di fronte a una tavola imbandita di tipicità regionali senza bagnarle con una buona bottiglia di Friulano, bianco ben strutturato, saldo ma delicato, dal bouquet ricco
di note floreali, sale, albicocche, rocce, miele e, soprattutto, mandorla amara. Un grande vino noto
anche per il cambio di nome a causa del “conflitto” con il Tokaji ungherese che, oltre al nome, nulla ha in comune con il Friulano, storicamente noto, per l’appunto, come Tocai. Ne resta traccia nei detti locali, come per esempio “cul tocai a sparissin tuc’i mai” (“con il tocai spariscono tutti i mali”). Difficile esprimere il concetto in modo più efficace!

10 cose da fare a Spilimbergo in un fine settimana

  1. Visitare la Scuola dei Mosaicisti del Friuli, attiva fin dal 1920
  2. Approfondire la conoscenza del prosciutto di San Daniele seguendo una visita guidata a uno
    dei produttori del Consorzio
  3. Scoprire la macia, l’unità di misura per le stoffe ancora presente sotto la Loggia del Comune e aspettare agosto per assistere alla Rievocazione storica della Macia
  4. Incontrare il mito di Primo Carnera tre le stanze di Villa Carnera a Sequals
  5. Raggiungere Pordenone e godersi le meraviglie del suo centro storico
  6. Passeggiare lungo i percorsi d’acqua di Sacile, anche conosciuto come il Giardino della Serenissima
  7. Scovare i tesori nascosti nelle chiese di Valvasone
  8. Lasciarsi conquistare dalla magia della fontana di Venchiaredo e dei molini di Stalis evocati da Ippolito Nievo e Pier Paolo Pasolini
  9. Passeggiare tra le opere di land art dell’Humus Park di Polcenigo
  10. Esplorare le Dolomiti friulane

Info utili

In treno
La stazione più vicina è quella di Casarsa della Delizia (PN) che si trova sulla linea Udine-Venezia. Casarsa è raggiungibile con gli autobus (20 km circa) che effettuano il servizio sostitutivo per le Ferrovie. Altre stazioni sono Udine (30 km) e Pordenone (30 km), da cui partono linee di trasporti locali extraurbani.
In aereo
L’aeroporto più vicino è quello di Trieste- Ronchi dei Legionari (GO) a 70 km; quello di Treviso-Antonio Canova dista 100 km e il Marco Polo di Venezia 105 km. Per informazioni: triesteairport.it - www.trevisoairport.it - www.veneziaairport.it
Mezzi pubblici
Per linee, orari e tariffe consultare i siti delle compagnie del territorio: ATAP (atap.pn.it) e Arriva Udine (www.arrivaudine.it)
Siti utili
La FVGcard, tessera digitale nominativa, ha la durata di 48 ore 1 settimana dal primo utilizzo – al prezzo, rispettivamente, di 25 e 39 euro – e permette di entrare gratis in molti luoghi di interesse turistico della regione e di fruire di riduzioni presso strutture convenzionate. Per informazioni: www.turismofvg.it oppure contattate il Pordenone Infopoint 0434 520 381

DOVE DORMIRE

Relais la Torre: B&B in centro storico con due confortevoli alloggi. Doppia da 70 euro Corso Roma, 28 Spilimbergo (PN)
www.relaislatorre.com

Cuore di Lavanda: B&B poco fuori dal centro. Ambiente familiare e tranquillo. Doppia da 55 euro Via Damiano Chiesa, 6 Spilimbergo (PN) www.cuoredilavanda.it

Gelindo dei Magredi: Fattoria dalle tante risorse che offre le possibilità di soggiorno più diverse, dall’hotel al campeggio. D’obbligo fermarsi a mangiare e fare acquisti. Doppia da 70 euro Via Roma, 14 Vivaro (PN) www.gelindo.com

DOVE MANGIARE

Da Afro: Osteria della tradizione con possibilità di fermarsi a dormire. Si mangia con 30 euro Via Umberto I, 14 Spilimbergo (PN)

Agriturismo alle Genziane: L’atmosfera calda delle case rurali friulane. Specialità: carne di maialino cinghialato. Si mangia con 25 euro Via Praforte, 30 Travesio (PN) www.allegenziane.it

Agriturismo Tina: Per un’immersione nella vita rurale. Salumi di oca e anatra di produzione propria caratterizzano il menu. Si mangia con 20 euro Via Casa Pascutto, 1 San Giorgio della Richinvelda (PN)

SHOPPING

Un’idea per scoprire il gusto del territorio è raggiungere direttamente i produttori per fare i propri acquisti. Per esempio Borgo Titol (www.borgotitol.com), un’azienda agricola che produce formaggi tipici e salumi caratteristici della Val Tramontina a Tramonti di Sopra (a 30 km da Spilimbergo): da non perdere la Pitina Igp. Oppure Zalpa (www.zalpa.it) a
Travesio (10 km), dove all’allevamento degli alpaca si unisce la coltivazione dello zafferano. Presso la bottega potrete
acquistare zafferano, miele e conserve, ma anche gomitoli di filato pregiato e capi d’abbigliamento caldissimi realizzati con la lana degli alpaca.