Sardegna, miniera di tesori - SuperSIGMA
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Sardegna, miniera di tesori

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Il Cammino di Santa Barbara, nel Sulcis, è un affascinante itinerario nella storia della Sardegna, da quella più recente fino all’origine dei tempi. Una vera sorpresa. Una delle tante che quest’isola sa regalare

Insoliti monumenti

Siamo nel Sulcis-Iglesiente-Guspinese, all’estremo sud-ovest della regione, dove il Cammino si sviluppa per centinaia di chilometri tra sentieri, mulattiere e strade carrabili sterrate, con continui dislivelli a volte molto impegnativi. Una trentina di tappe della lunghezza media di circa 16 km ciascuna, tra siti di archeologia classica e industriale, paesaggi brulli, macchia mediterranea e formazioni geologiche di grande suggestione. Insomma, una grande bellezza che ci si deve conquistare con un po’ (molto, a tratti) di impegno. Ma il viaggio vale la fatica. Si parte idealmente da Iglesias, città che dà il nome a questo territorio che ha avuto per oltre cento anni (fino alla metà del XX secolo) proprio nelle miniere il suo cuore economico e sociale. La visita a Monteponi, miniera di piombo, zinco e argento, per lungo tempo tra le più importanti in Italia, con il suo enorme, spettrale e fascinoso villaggio minerario fantasma, dà il benvenuto ai “camminatori” e mette le giuste premesse a questo viaggio nel tempo. Maestose in zona anche la Laveria Lamarmora di Nebida e Porto Flavia, sorta di rivoluzionario porto sospeso e inciso nella roccia, decisamente avveniristico a fine ’800. A completare il quadro, una natura splendida: la spiaggia di Porto Paglia, i faraglioni di Masua e il monumentale Pan di Zucchero, la spiaggetta di Porto Flavia, il vertiginoso Canal Grande di Nebida, e il sito archeologico di Monte Casula, nascosto nella Grotta di Su Mrajani, danno bene l’idea della ricchezza di spunti, della varietà dei paesaggi e degli innumerevoli luoghi di interesse che ogni tappa di questo itinerario custodisce.

La storia che rivive

Impossibile, dunque, raccontare il Cammino minerario di Santa Barbara nella sua interezza. Tra i punti di interesse principali troviamo però la suggestiva Laveria Brassey con il vicino villaggio minerario di Ingurtosu, un tempo abitato da quasi 5000 persone, oggi sorta di set da film western; la Miniera di Canale Serci, giacimento di cassiterite (da cui si ricava lo stagno) sfruttato già in epoca nuragica, come dimostrano le rudimentali gallerie rinvenute nell’Ottocento; e ancora la Miniera di Su Zurfuru, all’interno della quale un museo mostra uno spaccato della vita mineraria dalla fine del ’700, e la Grande Miniera di Serbariu, tra gli anni ’30 e ’50 una delle più importanti risorse energetiche d’Italia, dove visitare l’affascinante Museo del Carbone. C’è poi il villaggio di Montevecchio, dove scoprire ogni aspetto della società legata alla miniera, dalla parte più tecnica agli alloggi dei minatori, fino alla lussuosa palazzina della direzione; e c’è il delizioso borgo fantasma di Tratalias, colorato centro medievale con la sua chiesetta rdoomanica, entrambi completamente restaurati. Estremamente interessanti anche i siti di archeologia più classica, come il complesso nuragico Sa Domu ‘e S’Orku alle pendici del Monte Mannu, con uno tra i nuraghi più grandi dell’Isola, edificato a partire dal 1600 a.C., che si dice abitato da un orco gigante ghiotto di bambini. E ancora il Nuraghe Sirai, considerato la testimonianza storica della convivenza tra Civiltà Nuragica e Fenici, dovuta alla presenza di possenti fortificazioni di tipo orientale attorno alle torri nuragiche. Non mancano necropoli a domus de janas, come quella di Serra Maverru o di Cungiau Sa Tuttùi. E se la storia ha lasciato tracce sorprendenti, la natura non è certamente da meno. In zona si può ammirare per esempio la sorgente di Pubusinu, una delle più grandi della Sardegna, che rientra nel Parco letterario Dessì, nato per valorizzare il patrimonio naturalistico del territorio protagonista dell’opera dello scrittore Giuseppe Dessì. E ancora le grotte di Su Mannau e Is Zuddas, disegnate da suggestive stallattiti e stalagmiti. E le spiagge, ovviamente. Quelle di Piscinas, “gioiello della Costa Verde”, con le sue dune sabbiose, inserita tra le più belle del mondo secondo il National Geographic; quelle di Porto Pino, meta per chi pratica windsurf e kitesurf, con la sua area lagunare abitata da aironi, gabbiani reali e martin pescatori; e quella di Scivu, dove la sabbia parla (per via dell’eco che emana camminandoci sopra) e racconta storie antiche e sempre nuove. Le storie di un’isola che non assomiglia ad alcun altro luogo.

Itinerari e Cose da fare

10 - cose da fare nel Sulcis-Iglesiente-Guspinese
  1. Godersi una sosta a Carloforte e scoprire le origini del tabarchino, melodioso dialetto locale
  2. Scoprire cosa sono le uova di dinosauro di Capo Pecora
  3. Dedicare mezza giornata a una visita guidata alle saline di Sant’Antioco
  4. Restare affascinati dal menhir Luxia Arrabiosa, monolite di pietra vulcanica legato al culto della terra e alto quasi sei metri
  5. Immergersi tra i grandiosi ulivi secolari dell’Oasi di S’Ortu Mannu
  6. Ammirare le tante specie botaniche ospitate dal giardino montano Linasia
  7. Camminare e fare il bagno nelle acque della spiaggia di Piscinas
  8. Rinfrescarsi allo scroscio della cascata di Piscina Irgas, con il suo salto di oltre 40 metri
  9. Sentire la sacralità del sito su cui sorge il tempio di Antas Prima, un luogo di culto risalente a un passato lontano
  10. Entrare in un quadro di De Chirico passeggiando in piazza Roma a Carbonia
Info utili In traghetto La Sardegna è collegata al “continente” dalle linee marittime che fanno scalo nei porti di Cagliari, Porto Torres, Olbia, Golfo Aranci (Olbia), Arbatax. I porti di partenza sono: Livorno, Genova, Piombino, Napoli, Civitavecchia, PalermoI collegamenti sono garantiti tutto l’anno. In aereo L’aeroporto più comodo è l’Elmas, di Cagliari, che dista circa 50 km da Iglesias e da Domusnovas. www.sogaer.it/it In treno La stazione di Cagliari è adiacente all’aeroporto Elmas. Dopo circa 30 minuti si giunge a Domusnovas dove occorre fare cambio per Iglesias (altri 20 minuti). In bus Iglesias è collegata alle principali città sarde dagli autobus dell’ARST. www.arst.sardegna.it Info sul Cammino www.camminominerario disantabarbara.org DOVE DORMIRE
  • B&B Giallo Limone: Antica struttura recuperata, tra fascino storico e moderna accoglienza mediterranea. Doppia da 120 euro. SS 195 km 64,400, località Su De Giuanni Efisi, Teulada (SU) www.bbgiallolimone.it
  • Agriturismo Battaglia: Soluzione rustica e confortevole, accoglienza familiare. Doppia da 70 euro. Piazza Pilar 16, Villamassargia (SU)
  • Villaggio Minerario Rosas:Albergo diffuso. Si soggiorna nelle ex case dei minatori. Prezzi da 22 euro a persona. Località Rosas, Narcao (SU) ecomuseominiererosas.it
DOVE MANGIARE
  • Al Tonno di Corsa: Il “tonno di corsa” è quello catturato nelle tonnare e anche il grande protagonista di questa cucina. Prezzo medio 30 euro Via Marconi 47, Carloforte (SU) www.tonnodicorsa.it
  • S’Anninnia: Cucina della tradizione in un ambiente rilassato. Prezzo medio 25 euro Via Iglesias 105, Gonnesa (SU) sanninnia.it
  • Letizia: Protagonisti i sapori più tipici dell’entroterra, riletti con creatività. Menu degustazione 40 euro Via San Pietro 10, Nuxis (SU)
Shopping Tra gli acquisti più caratteristici c’è la leppa iglesiente, capolavoro di alta coltelleria con lama forgiata rigorosamente a mano; celebri le botteghe artigiane di Fluminimaggiore che portano avanti questa tradizione locale. A Villamassargia, invece, protagonisti sono i tessuti realizzati a mano con antichi telai e tecniche storiche come quella chiamata a pipiones o quella a scerau.