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Grappa, il distillato nazionale per tradizione

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L’originalità della grappa rispetto agli altri distillati risiede nella sua origine: è l’unica, infatti, a essere ottenuta da materia prima solida, le vinacce (cioè le bucce dell’uva utilizzata per produrre precedentemente il vino), dalle quali viene estratto l’alcol. Inizialmente prodotta solo nel Nord Italia (soprattutto per il clima rigido che lo caratterizzava in passato), dopo la seconda guerra mondiale si è diffusa anche nel resto del Paese diventando così il distillato nazionale.

LE VINACCE

Esistono due tipi di vinacce: quelle non fermentate (o vergini) e quelle fermentate. Le prime, in particolare, sono bianche e non hanno fermentato con il mosto del vino (aspetto di cui dovrà occuparsi, quindi, il distillatore), cosa che hanno fatto, invece, le seconde (che, per questo, presentano già una percentuale alcolica). 

VARIETÀ DI GRAPPE

Anche la grappa può essere classificata secondo criteri diversi: tenendo conto, ad esempio, della denominazione geografica di origine oppure del vitigno o del metodo di distillazione. Possiamo distinguere, inoltre, tra la grappa giovane, affinata in legno, invecchiata e aromatizzata.

LE CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE

A seconda del tipo, questa acquavite ha colori e sapori diversi. Quelle giovani, in particolare, sono trasparenti mentre quelle invecchiate variano dal paglierino all’ambrato più accentuato. Per quanto riguarda i profumi e gli aromi, invece, i più comuni sono erbe e frutti, fra cui banana, mela, lampone e nocciola. Due, infine, i sapori riconosciuti: dolce e amaro.