Carnevale a Oristano - SuperSIGMA
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Carnevale a Oristano

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Tra le manifestazioni più spettacolari c’è senz’altro Sa Sartiglia, ma non è certo l’unica a portare in scena maschere e personaggi che raccontano la storia e i riti ancestrali dell’isola

In un luogo fuori dal tempo donne in abiti antichi vestono un uomo, il cavaliere prescelto. Prima i pantaloni di pelle, poi la camicia candida, poi la giacca allungata a mo’ di gonnellino. Quindi la maschera, potentissima nella sua semplicità, il velo ricamato sul capo, infine un cilindro nero. E l’uomo non c’è più, ha lasciato la scena a Su Componidori. È mezzogiorno, noi siamo a Oristano, cuore della costa occidentale sarda, e quella alla quale abbiamo assistito è la vestizione, uno dei momenti più emozionanti della Sartiglia, il coreografico Carnevale della tradizione locale.

Tutto un altro Carnevale

Sa Sartiglia è una festa di origine medievale. Una giostra equestre con i cavalieri mascherati che, lanciandosi a tutta velocità, cercano di infilare con una lancia, su Stoccu, stelle sospese come buon auspicio. Ad aprire la giostra è proprio su Componidori, il capitano di questa brigata, colui che fino al termine delle corse non potrà più toccare terra e quello al quale è riservato il rito di Sa Remada, scenografica prova di abilità che lo vede lanciarsi al galoppo riverso all’indietro sul cavallo benedicendo la folla. Il tutto si svolge ogni anno l’ultima domenica e il martedì di Carnevale (quest’anno l’11 e il 13 febbraio). A scandire il tempo ci pensa il suono antico di trombe e tamburi; ad addolcire l’attesa del pubblico, invece, zippulas, tipiche frittelle zuccherate, e Vernaccia, vino aromatico dai riflessi dorati. La manifestazione si svolge nel centro storico di Oristano tra il sagrato della Cattedrale di Santa Maria Assunta, Piazza Manno e Via Mazzini, dove i cavalieri mettono in scena scenografiche coreografie. Terminato l’evento, da vedere la chiesa di San Francesco, per il bel Crocifisso di Nicodemo, la Torre di Mariano II, simbolo della città, e Piazza Eleonora d’Arborea intitolata alla giudicessa promotrice della Carta de Logu, uno de primi codici di leggi scritte in Europa, che proprio qui visse e morì. Da visitare anche il museo Antiquarium Arborense, che della città racconta la storia e la vocazione alla lavorazione della ceramica.

Infinita bellezza

A una manciata di chilometri da Oristano, il mare, e splendide spiagge lungo le quali passeggiare in ogni stagione. Come quella di Torregrande, dove incontrare la prima di una serie di torri di vedetta che da secoli proteggono la costa. Da esplorare la penisola del Sinis, tripudio di spiagge, scogliere, piscine naturali, oasi naturalistiche e lagune ma anche vero e proprio museo a cielo aperto sul cui suolo hanno lasciato traccia le antiche popolazioni che vi hanno trovato rifugio: Nuragici, Fenici, Punici, Vandali, Bizantini...

Emblema di questo ricco passato la città di Tharros, per lungo tempo la più importante dell’isola, abbandonata intorno all’anno 1050 d.C. per dare origine ad Aristiane, l’attuale Oristano. Siamo nell’area del comune di Cabras, il cui Museo Civico custodisce i reperti provenienti da Tharros e i misteriosi Giganti di Mont’e Prama. Lo stagno di Cabras, la Laguna di Mistras, sono solo alcuni dei luoghi “umidi” di grande fascino che segnano la zona: è, questa, terra di “genti arrubia”, la gente rossa, ovvero i fenicotteri che ogni anno fanno tappa da queste parti, contribuendo a rendere la zona un paradiso per birdwatcher. Da visitare il villaggio di San Salvatore, disabitato durante tutto l’anno tranne sul finire dell’estate, quando si anima in occasione della festa di Cristo Salvatore, e utilizzato come set per vari “spaghetti western”. Spostiamoci quindi verso Santa Giusta con la sua basilica del XII secolo, e proseguiamo verso il pozzo sacro di Santa Cristina, tempio dalle caratteristiche uniche: la struttura, infatti, consiste in una maestosa scalinata che, da terra, conduce diversi metri sotto il livello del suolo dove, ancora oggi, affluiscono acque, pare, medicamentose.

Procedendo verso il cuore dell’isola si raggiungono dapprima il grande complesso di nuraghe Losa, tra i meglio conservati dell’isola, poi, dopo una sosta alla diga del lago Omodeo – con la sua casa “fantasma” che scompare e riappare dalle acque –, Samugheo. Il borgo è celebre per essere custode dell’antica arte della tessitura e, in effetti, le sue case sono decorate da murales che richiamano i tappeti della tradizione. Ma non solo. Capita infatti che quegli stessi disegni rappresentino uomini con lunghe corna e vestiti di pelli. Sono le maschere tipiche di A Maimone, l’antico carnevale samughese. Ma questa, è un’altra storia…

A Maimone di Samugheo

Tra i Borghi Autentici d’Italia, Samugheo sorge nella Brabaxianna, la “porta della Barbagia”, e la sua importanza per quanto riguarda il Carnevale è duplice. Da una parte la cittadina custodisce tradizioni antichissime che rimandano a riti dionisiaci, con personaggi affascinanti e selvaggi come Su Mamutzone, S’Omadore e S’Urtzu con la sua testa di caprone dalle lunghe corna. Dall’altra ospita una rassegna di maschere da tutta la zona e rientra nel circuito Carnevale di Barbagia che riunisce e coordina 16 paesi e le loro secolari tradizioni. Per informazioni: www.carnevaledibarbagia.it

Il Carrasegare Osincu di Bosa

Tra i carnevali più caratteristici della provincia di Oristano c’è quello di Bosa, uno dei Borghi più Belli d’Italia. Apice della festa è il martedì grasso, quando va in scena il lamento funebre di S’Attittidu, dove le maschere vestite a lutto portano bambole in grembo elemosinando un po’ di latte, mentre la notte si va alla ricerca di Giolzi, re del Carnevale. I toni cupi della tradizione sono smorzati dalla goliardia della messa in scena, ma anche dall’esplosione di colori che caratterizza lo splendido borgo. Da non perdere il castello dei Malaspina e le vecchie concerie.

Dove mangiare

Su Carduleu
Roberto Serra propone due menu degustazione che rileggono la cucina sarda. Prezzo medio: 50 euro Via Sant’ Agostino, 1 - Abbasanta (Or)
Tel. 07855.63134 www.sucarduleu.it


Sa Mola
I sapori della tradizione più autentici in un elegante contesto di campagna. Prezzo medio: 30 euro Via Cagliari, 3 - Bonarcado (Or)
Tel. 0783.56588 www.samola.it


La Rosa dei Venti
Cucina genuina e vista splendida sul golfo di Oristano. Menu degustazione: 35 euro Via Santa Vittoria, snc - Sennariolo (Or) 
Tel. 0783.090008 www.larosadeiventiristorante.com

 

Dove dormire

Sas Benas
Albergo diffuso in diverse residenze nel centro di un borgo medievale. Doppia da 74 euro Via Cambosu, 6 - Santu Lussurgiu (Or) Tel. 0783.550379 www.santulussurgiucomunitaospitale.it


Hotel Corte Fiorita
Albergo dalle sedi distribuite e integrate nel centro storico di Bosa. Doppia da 57 euro Lungo Temo Alcide De Gasperi, 45 - Bosa (Or) Tel. 0785.377058 - www.albergo-diffuso.it


Sa Domu e Crakeras
Quattro stanze affacciate sul cortile di un’antica casa, in una zona dal grande valore archeologico. Doppia da 40 euro Via G.M. Angioi, 49 - Oristano crakeras.wixsite.com/sadomuecrakeras

10 cose da fare in provincia di Oristano in una settimana

  1. Passeggiare lungo le spiagge più belle (Mari Ermi, Is Arutas, Maimoni, Putzu Idu...) e ammirare monumenti naturali come S’Archittu
  2. Scoprire l’ittiturismo e l’ospitalità dei pescatori di Cabras alla Peschiera Pontis
  3. Godere del panorama dai finestrini del Trenino Verde, nel tratto “oristanese” tra Macomer e Bosa
  4. Visitare il Museo Archeologico Etnografico di Palazzo Atzori a Paulilatino per scoprire l’arte del pane in Sardegna
  5. Visitare le antiche chiese del territorio come quella di San Giovanni di Sinis
  6. Tuffarsi nella storia presso il sito archeologico delle terme romane di Fordongianus (ma anche nelle acque del vicino Grand Hotel Terme e SPA)
  7. Camminare su un fondale marino fossilizzato al Geopaleosito di Genoni
  8. Sorprendersi di fronte ai murales di Tinnura o Nureci
  9. Godere di una gastronomia ricchissima, di terra e di mare, fatta di maccarones de busa, porceddu alla brace, malloreddus a Sa Campidanese, fregola con le arselle e aragosta alla Vernaccia
  10. Chiudere la giornata in bellezza con mustazzolus, gueffus, pirichittus e amaretti, gli irresistibili dolci della zona.

Info utili

In aereo Voli giornalieri diretti dai principali aeroporti italiani a quelli di Cagliari-Elmas (89 km), Alghero (162 km), Olbia (179 km).


In nave Partenze da Genova a Porto Torres, Olbia e Arbatax; da Civitavecchia a Cagliari, Olbia e Arbatax; da Livorno a Olbia; da Napoli a Cagliari; da Palermo a Cagliari; da Trapani a Cagliari.


In treno Oristano è raggiungibile da Cagliari (1 ora circa), Olbia (2 ore e 30 circa) e Porto Torres/Sassari (2 ore e 30 circa).


In autobus Oristano è raggiungibile dall’aeroporto Elmas di Cagliari, da Olbia, Porto Torres/Sassari e Alghero con i mezzi ARTS. www.arst.sardegna.it

Shopping

Per gli appassionati di filatelia, durante le due giornate della Sartiglia è possibile assicurarsi un souvenir unico, ovvero l’apposizione degli annulli figurati speciali dedicati alla manifestazione che verranno apposti su tutta la corrispondenza affrancata presso l’Ufficio Postale, aperto dalle 2 del mattino. Per tutti gli altri c’è la possibilità di acquistare le varie maschere del carnevale sardo, dagli artigiani che realizzano quelle originali indossate durante la festa (150/200 euro), o in molti negozi dove ne sono proposte riproduzioni di vario tipo (a partire da 10 euro).