BIENNIO, mangiar bene è un'arte - SuperSIGMA
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BIENNIO, mangiar bene è un'arte

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Alla scoperta dei sapori della Valle Camonica, partendo da un borgo sorprendente, dove creatività e artigianato sono cittadini onorari

Come succede per molti dei piatti che segnano profondamente storia e tradizione di una zona, anche per i casunsei non esiste una ricetta codificata alla quale tutti si attengono in modo scrupoloso. Ogni borgo, ogni famiglia, ogni nonna ha le proprie regole, scritte nei secoli, si potrebbe dire nel DNA. A sottolinearne la storicità, dei casoncelli, piatto simbolo della Valle Camonica, si trova traccia già in uno scritto del ’500, La massera da bè, nel quale il poeta di origini bresciane Galeazzo dagli Orzi li citava tra le abilità vantate da una buona massaia: già nel XVI secolo saperli cucinare era una competenza fondamentale da queste parti. A Bienno si preparano con un ripieno di lesso o arrosto di carne, salsiccia, pane, formaggio grattugiato, uova, sale, prezzemolo, e vengono conditi con burro fuso, salvia e abbondante formaggio grattugiato.

Museo a cielo aperto

Noto per essere il Borgo degli Artisti, Bienno è un centro medievale tutto muri in pietra, vicoli, torri, corti e chiesette, ma anche botteghe e laboratori artigianali, il cui territorio è disseminato di sculture, installazioni e dipinti, eredità degli artisti che, ogni anno, arrivano qui da tutto il mondo per la loro residenza creativa. Ad agosto questo bel fermento raggiunge il suo culmine con la tradizionale Mostra Mercato, durante la quale il paese si anima di appuntamenti, eventi e dimostrazioni di antichi mestieri. Ma di attrazioni che rendono Bienno meta di gite durante tutto l’anno ce ne sono tante. Come il Museo Etnografico del Ferro, delle Arti e delle Tradizioni Popolari, del quale fanno parte la Fucina Museo e il Mulino Museo. Il primo è ospitato nel contesto di una antica fonderia dove tutto sembra rimasto fermo al ’600 ed è ancora possibile assistere alla dimostrazione di forgiatura degli ultimi maihter, i mastri fabbri, in una sorta di viaggio nel tempo sensoriale. A muovere i macchinari le acque del Vaso Re, un canale artificiale costruito intorno all’anno Mille; le stesse acque fanno girare le ruote del Mulino Museo, altra struttura antica dove ammirare la trasformazione dei chicchi di cereali in farina. Curiosi poi il Museo del Campanaccio, dove scoprire la magia dietro un suono tanto familiare, e il Museo Naturalistico, con i suoi affascinanti diorami. Belle anche le chiese, come quelle affrescate di Santa Maria Annunciata o del Santuario della beata Vergine della Consolazione del borgo di Prestine. Raggiungere il Santuario della Maddalena, infine, significa trovarsi faccia a faccia (o quasi!) con l’imponente statua del Cristo Re, colosso dorato che dall’alto abbraccia la valle. Chiude il tour una passeggiata nel verde del Bosco Incantato di Quercus, lungo i cui sentieri si possono incontrare creature magiche, affascinanti opere di land art tra le quali si fanno notare per imponenza Quercus, saggio spirito protettore del bosco, e Rocco, il Gufo gigante, sul quale si può salire per godere di una vista panoramica.

Cucina di sostanza

Dopo questo bel giro è ora di sedersi a tavola. A Bienno, oltre ai casoncelli, è di casa anche la polenta, meglio ancora se realizzata con le farine del mulino secolare. Burro e formaggi sono rigorosamente quelli prodotti dalle malghe poste sulle cime nei pressi del borgo; tra i più celebri la Rosa Camuna, la cui crosta è decorata con il fiore ispirato a una delle incisioni rupestri rinvenute in zona, pure simbolo della Regione Lombardia. Tipici della Valle Camonica anche il Silter e il rarissimo Fatulì, caprino di latte di capra bionda dell’Adamello. La polenta si può accompagnare anche con lo strinù, una salamella locale: per le passeggiate nel bosco niente di meglio che un bel pa’ e strinù, un classico il cui nome non necessita di traduzione! Il vicino paese di Breno ha poi una sua salsiccia De.Co. a base di agnello e castrato, solitamente servita con la peperonata. Celebre in zona anche il violino, prosciutto di capra o di pecora dalla forma che ricorda lo strumento musicale. Arrivano poi da Malonno le migole (briciole in dialetto), sorta di polenta a base di farina di castagne e di grano saraceno, e da Monno le piode (tegole), gnocchi di patate crude, che vengono solitamente servite con burro e salvia. Ovunque in Valle Camonica, infine, si conclude il pasto con una golosa spongada, morbida focaccina dolce da accompagnare, per una merenda rinforzata, con un bicchiere di vin brulé.

Enologia camuna

Cosa si beve in Valle Camonica? Grappe e distillati, certo, e più si sale, più questo è vero! Ma la zona è anche produttrice di ottimi vini, principalmente da uve a bacca nera di Marzemino e Merlot, oppure bianca di Müller-Thurgau, Incrocio Manzoni e Riesling Renano. Per conoscere da vicino le varietà e le migliori bottiglie, il Consorzio Vini di Valcamonica ha tracciato due itinerari didattici da percorrere in auto, in bicicletta, ma anche a piedi, che toccano le principali cantine del territorio e le sue attrazioni più famose (trovate tutti i dettagli sul sito www.consorziovinivallecamonica.it). Per quanto riguarda i liquori, invece, tra le etichette più celebri è da provare l’Elixir Noreas, ricetta del 1920 a base di quindici erbe dell’Adamello, e il Crodarol, a base di castagne, o meglio di crodarole, le prime castagne che cadono al suolo.

10 cose da fare a Bienno in un fine settimana

  1. Passeggiare nella storia tra le sale del MUPRE, il Museo Nazionale della Preistoria di Capo di Ponte, e del Museo Archeologico della Valle Camonica di Cividate Camuno
  2. Stupirsi di fronte all’arte rupestre della “Valle dei Segni”, con le sue circa 2000 rocce istoriate distribuite in 24 comuni
  3. Affacciarsi sulle acque del lago d’Iseo, ma anche del più nascosto, ma vicino a Bienno, lago di Lova
  4. Lasciarsi coinvolgere dal fascino antico del castello di Breno
  5. Ammirare il complesso artistico della Via Crucis, capolavoro dell’intaglio ligneo del ’700 di Cerveno
  6. Percorrere la ciclovia del fiume Oglio
  7. Scoprire la leggenda di Carlo Magno in Valle Camonica percorrendo il Cammino a lui dedicato
  8. Ammirare gli splendidi affreschi della chiesa di Santa Maria Assunta di Esine
  9. Seguire il percorso di street art tracciato dal progetto Wall in Art
  10. Spingersi fino al Museo della Guerra Bianca in Adamello per toccare con mano la storia del ’900

Un piatto senza tempo

La ricetta utilizzata ancora oggi risale a un periodo che va dall’VIII al X secolo, ma le sue origini sembrano essere ancora più antiche. È il cuz, piatto – ma anche metodo di conservazione della carne – dalla storia millenaria, che pare giunto in Valle Camonica custodito nei “ricettari” di tribù provenienti dall’est Europa. Da molti studiosi è ritenuto la più antica ricetta lombarda e, che sia vero o no, è bello crederci. Oggi è il piatto tipico del paese montano di Corteno Golgi e si presenta come uno spezzatino di carne di pecora cotta a lungo in un calderone di rame. Al termine della cottura la carne viene trasferita, coperta dal suo grasso, in otri di legno o terracotta dove è possibile conservarla a lungo (per i contadini in passato questo periodo poteva durare anche tutto l’inverno).

Info utili

In aereo: gli aeroporti più vicini sono quello di Bergamo-Orio al Serio (67 km); quello di Brescia-Montichiari, il Gabriele D’Annunzio (87 km); Milano-Linate e Malpensa (114 km); Verona-Villafranca, Valerio Catullo (125 km).

In treno: la linea è la Brescia-Iseo-Edolo, da prendere in direzione Edolo. Si scende alle stazioni di Cogno o di Breno.

In autobus: da Brescia si viaggia coi mezzi FNM Autoservizi: www.fnmautoservizi.it; da Bergamo e Milano con i mezzi di Bergamo Trasporti: www.bergamotrasporti.it

In nave: gli orari del servizio Navigazione Lago d’Iseo si possono consultare su www.navigazionelagoiseo.it

SHOPPING: Inevitabile l’acquisto della farina prodotta nell’antico mulino cittadino, ma è da non perdere anche un tour delle botteghe degli artisti e degli artigiani residenti in paese, dove trovare graziosi manufatti come gli accessori in stoffa di Bicho Feo, o i preziosi coltelli artistici di Claudio Ercoli. Per saperne di più: www.borgoartistibienno.it

DOVE MANGIARE

  1. Caldera de Noscent: cucina casalinga che fa rivivere la tradizione contadina. Si mangia con 25 euro. Via Fontana, 3 – Bienno (BS)w ww.facebook.com/ristorantelacaldera
  2. Agriturismo Le Margole: accoglienza e cucina genuine, in una casa in pietra immersa nel verde. Ha anche posti letto.Si mangia con 30 euro. Via delle Tre Valli – Cividate Camuno (BS) www.facebook.com/agriturismolemargole
  3. Sapì: per una sosta elegante, tradizione rivisitata con classe. Menu degustazione a 50 euro. Via Mazzini, 36 – Esine (Bs) www.ristorantesapi.com

DOVE DORMIRE

  1. Oasi Verde: Hotel confortevole nel verde, con cucina della tradizione. Doppia da 45 euro a persona. Via dei Tornanti, 4 – Prestine Valcamonica (BS) www.hoteloasiverde.it
  2. A la Ria: B&B nel centro storico, all’interno di una casa-torre medievale. Doppia da 50 euro. Via Ripa, 117 – Bienno (BS) www.bbalaria.it
  3. Al Casermù: B&B all’interno di un edificio storico, unico esempio di casa di ringhiera in questo territorio. Doppia da 50 euro. Via Artigiani, 3 – Bienno (BS) www.alcasermu.it<