Magazine Premiaty

Se lo shopping è compulsivo

Un disturbo che si origina da bisogni emotivi profondi e che non va preso come una cosa da nulla, una frivolezza o un capriccio

Il disturbo da shopping compulsivo è caratterizzato dal ripetersi di episodi nei quali la persona prova un impulso irrefrenabile a fare acquisti che, seppure vengano riconosciuti come inutili o eccessivi, non riescono a essere evitati o tenuti sotto controllo. Il ripetersi di essi può portare la persona a conseguenze dannose sul piano psicologico, finanziario, relazionale e lavorativo.

Dal punto di vista comportamentale gli episodi del disturbo possono essere suddivisi in quattro momenti:

  • nella prima fase, la persona inizia ad avere pensieri, preoccupazioni e senso di urgenza verso l’atto di acquistare, sia in generale sia riguardo un oggetto in particolare; queste sensazioni sono solitamente precedute da emozioni sgradevoli quali tristezza, ansia, noia o rabbia
  • la seconda fase è quella in cui ci si prepara all’acquisto imminente pianificando alcuni aspetti come i negozi da visitare, il genere di articoli da ricercare o addirittura quale metodo di pagamento si intende utilizzare
  • la terza fase è quella dello shopping compulsivo vero e proprio, in cui la persona è spesso in preda ad una vera eccitazione emotiva che la porta a valutare gli oggetti come estremamente attraenti e irrinunciabili
  • la quarta fase, che chiude l’episodio, è quella successiva all’acquisto compulsivo, dopo il quale le precedenti sensazioni di eccitazione ed euforia si tramutano rapidamente in frustrazione, senso di colpa, vergogna e delusione verso se stessi.

I fattori scatenanti

È quindi piuttosto evidente come gli episodi di shopping compulsivo non siano basati su una reale necessità oggettuale, ma siano associati a specifiche dinamiche emotive. Emozioni come ansia, disagio e frustrazione costituiscono gli antecedenti dell’episodio, mentre stati emozionali positivi di euforia o sollievo ne costituiscono l’immediata condizione gratificante, seguita però da emozioni spiacevoli quali la frustrazione e il senso di colpa. Questo crea una sorta di vero e proprio circolo vizioso, nel quale le emozioni di disagio finali diventano esse stesse nuovi stimoli attivanti capaci di innescare un nuovo episodio, anche in un momento temporalmente successivo.

È importante poter distinguere la differente “funzione” del comportamento di shopping compulsivo per poterlo affrontare meglio e sviluppare un percorso terapeutico che possa essere davvero efficace.

In alcune situazioni tali azioni possono essere associate a una modalità emotiva specifica, definita “modalità impulsiva”, che rende la persona simile a un bambino capriccioso, incapace di distinguere tra un desiderio e un reale bisogno, e che la spinge ad acquistare un oggetto senza una grande preparazione precedente, senza una reale anticipazione dell’atto e delle conseguenze emotive e oggettive. Questa modalità emotiva si attiva quando alcuni bisogni di profondità sono continuamente insoddisfatti: se la persona non si sente accolta, protetta, riconosciuta, può sentirsi depressa e inadeguata, e questo può attivare un profondo desiderio di soddisfacimento orientato non più verso se stessa ma verso oggetti esterni, attivando così comportamenti di acquisto compulsivo.

In altre situazioni, invece, lo shopping di questo tipo può essere associato a una modalità differente, chiamata “modalità autoconsolatoria”: in questo caso il comportamento di acquisto assume le caratteristiche più tipiche del disturbo, con una preparazione sistematica, all’interno di un processo attraverso il quale la persona si sente in grado di poter spegnere emozioni di paura e di frustrazione “sostituendole” con emozioni di euforia e soddisfacimento, senza purtroppo rendersi conto di entrare in un vortice dal quale diventa sempre più complicato uscire, senza un adeguato aiuto professionale.

EMERGENZA CORONAVIRUS E CAMBIO DELLE ABITUDINI

Una breve nota finale, che riguarda il difficile momento che stiamo vivendo come individui e come comunità. Le emozioni di ansia, paura, angoscia, solitudine che possono sorgere in questa situazione di prolungata separazione dalla nostra vita sono del tutto naturali, così come sperimentare metodi per cercare di rassicurarci e di mitigare emozioni difficili. Ci potremmo così ritrovare a fare qualche acquisto online, magari inutile, giusto per riavvicinarsi al consueto modo di vivere, per darsi un po’ di leggerezza, per sentirsi coccolati, in un processo autoconsolatorio non dissimile a quello descritto poco fa. Tuttavia in questo caso non saremo davanti a un comportamento di shopping compulsivo tout court, poiché questo presenterebbe invece una sua stabilità indipendente dalle situazioni contingenti.