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Posso dormire nel lettone?

L’esigenza di protezione e contatto fisico dei piccoli durante la notte si manifesta con la richiesta di dormire con i genitori. È giusto assecondarli?

Dopo gli anni Settanta nel mondo occidentale, soprattutto negli Stati Uniti, sono nate teorie secondo cui i bambini devono abituarsi ad addormentarsi da soli e ad autoregolare i risvegli anche a costo di piangere a lungo. L’obiettivo di questa metodologia era di raggiungere autonomia precocemente. In realtà questo approccio non è fisiologico. Dormire con il proprio cucciolo (co-sleeping) è una consuetudine diffusa nel regno animale, soprattutto nei primati da cui discendiamo e abituale tra gli umani presso tutti i popoli del mondo. L’uomo, infatti, nasce immaturo, più di ogni altro mammifero: vulnerabile e indifeso davanti ai pericoli ambientali necessita sempre dell’assistenza parentale... non riesce a muoversi autonomamente, a procurarsi il cibo, a rispondere alle proprie esigenze. Per questo il “sistema comportamentale dell’attaccamento” lo protegge dalla sua immaturità: il neonato si quieta trasportato dalla mamma, il lattante si accorge dell’assenza della stessa e cerca di raggiungerla. Verso gli 8-9 mesi i bambini provano ansia separandosi dalla madre e possono scoppiare in lacrime se non sono vicini a lei; questa continua ricerca del genitore si manifesta intensamente fino alla fine del terzo anno, ma rimane attivo per tutta l’età dello sviluppo.

I bimbi acquistano sicurezza con il tempo

Tale attitudine si struttura per la difesa del piccolo dai pericoli dell’ambiente, e l’attaccamento viene soprattutto espresso in presenza di situazioni che il bambino, istintivamente o consapevolmente, giudica pericolose (ambiente nuovo, buio, mamma distante o assente, malattia, buio). Ogni mamma attende ai bisogni del bambino, risponde in maniera costante, coerente e sensibile alle richieste di vicinanza e di rassicurazione. Così nel tempo il bambino si rassicura e sa che la mamma è sempre disponibile e pronta a risolvere il suo problema. Più verrà accolto il suo desiderio di dipendenza quando è piccolo, più facilmente diventerà, in seguito, autonomo, sicuro e fiducioso. Per questo si consiglia di assecondare le richieste del bambino in termini di protezione e accudimento. La necessità di condividere il letto durante il sonno rientra tra queste.

Cosa dice la scienza

Gli studi scientifici dimostrano che i risvegli notturni fisiologicamente si riducono con la crescita. A 9 mesi, infatti, l’84% dei bambini si sveglia almeno una volta a notte, con un picco di risvegli a 2 anni. Soprattutto verso i 18 mesi, e comunque fino ai 3 anni, moltissimi bambini dormono nel lettone con i genitori per tutta la notte o per una parte della notte. Questa abitudine diminuisce nel tempo e tra i 5 e i 10 anni praticamente tutti imparano a dormire tranquillamente da soli.