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La sindrome del nido vuoto

La solitudine che colpisce i genitori quando i figli decidono di lasciare la casa dell’infanzia per iniziare la vita “adulta” (studiare o convivere) è piuttosto specifica, tanto da essere declinata in una definizione ben precisa

Una perdita vera e propria

La sensazione di perdita quando una persona cara si allontana può essere associata a un processo di lutto: essere tristi, in parte anche arrabbiati, con chi se ne è andato è normale e si osserva anche nei casi nei quali il cambiamento è tutto sommato positivo.

A volte, tuttavia, risulta più difficile riuscire ad accettare la nuova situazione che si crea dopo l’abbandono della casa genitoriale; il vuoto, non solo fisico, ma soprattutto affettivo, appare impossibile da riempire, creando un senso di sofferenza profondo e simile a quello provato in un vissuto depressivo. Tale vuoto, inoltre, non appare essere correlato solo alla mancanza del figlio, ma anche (a volte soprattutto) alla perdita del ruolo rivestito per anni rispetto alla cura e alla gestione della vita del figlio stesso.

Gli equilibri famigliari

Questo può essere più vero per le madri che per i padri, dato che la cura spesso è maggiormente posta sulle spalle delle prime. Ma non è detto che gli uomini soffrano meno: anche loro, infatti, perdono il ruolo di guida e riferimento in seno al gruppo famigliare.

A volte il dolore è provocato dall’idea di perdere un “compagno di vita”, con cui condividere pensieri ed emozioni, consapevoli che l’assenza della quotidianità cambierà il rapporto instaurato negli anni.

Altro potenziale problema è la difficoltà di recuperare una vita di coppia spesso dimenticata. Tornare a essere marito e moglie è un passaggio difficile da realizzare dopo tanti anni nel corso dei quali può essere accaduto di allontanarsi: l’idea di non rivestire più un ruolo genitoriale, e al contempo di non poter più essere neppure una coppia relazionale vera e propria, può gettare nel disorientamento e creare un maggiore senso di vuoto e di perdita identitaria.

Come affrontare le emozionidi questa situazione?

  • Guardate la situazione da un’altra prospettiva: invece di concentrarvi sugli aspetti negativi, cercate quelli positivi. Provate, per esempio, a pensare al benessere dei figli, al fatto che stanno facendo un passo importante per la loro vita e siate orgogliosi di aver contribuito a portarli fino a questo punto.
  • Rafforzate la relazione di coppia: è il momento di intraprendere quelle attività che sono sempre state rimandate, riscoprendosi e ricominciando a fare cose insieme.
  • Esprimete ad alta voce quello che provate: è sempre importante dire come ci si sente, senza nascondersi o fingere di essere forti, perché aprirsi con le persone che amiamo può aiutare a superare ogni difficoltà.
  •  Realizzate le cose che vi rendono felici, anziché rimandare le attività che piacciono a causa delle esigenze di tutti i giorni. La nuova libertà che viene regalata nel momento in cui non è più necessario occuparsi dei figli è un’ottima occasione.
  • Provate a migliorare le relazioni con i vostri figli, se è il caso. A volte la lontananza fisica favorisce una comunicazione migliore rispetto al passato di routine, e questo può aiutare a trasformare la situazione di dolore per la perdita in un’occasione per imparare ad riavvicinarsi a vicenda in modo diverso, riuscendo a costruire con loro relazioni più funzionali e appaganti.