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L'ansia scolastica

È un disagio che può comparire in diversi stadi della crescita. Scopriamo come riconoscerla nelle sue varie manifestazioni

L' ansia è una delle reazioni umane più comuni. A livelli moderati può servire a motivare e stimolare l’individuo, a migliorarne l’attenzione e la memoria. Quando invece raggiunge gradi eccessivi può causare disagio, a livello fisico e psicologico. L’ansia scolastica, in particolare, può presentarsi in momenti differenti della crescita: a volte compare immediatamente, sin dall’inizio del percorso scolastico, a volte più tardivamente, all’inizio delle scuole medie o superiori.

Ansia secondaria

Vi sono tipologie diverse di ansia scolastica. A volte può essere “secondaria”, ovvero la conseguenza di un altro problema, che ne è la causa scatenante. Episodi di bullismo, per esempio, possono portare il bambino a sviluppare un’angoscia marcata rispetto al contesto scolastico: il rifiuto di andare a scuola, accompagnato da sintomi fisici anche intensi, è legato alla paura di subire altre forme di abuso, fisico e psicologico, da parte dei compagni. Altre volte è una conseguenza di disturbi dell’apprendimento, come la dislessia o la discalculia: il ragazzo, che si sente inadeguato rispetto ai compagni di classe e non riconosce il problema, si ritira sempre più in sé stesso, si sente rifiutato e sviluppa un senso di disagio nei confronti dell’ambiente scolastico.

Ansia primaria

L’ansia scolastica “primaria” si sviluppa, invece, nelle situazione in cui il bambino ha il desiderio di essere bravo e dimostrare il suo valore, prima di tutto ai genitori e agli insegnanti, attraverso il raggiungimento di standard sempre più elevati. Spesso vive in contesti familiari con alte aspettative nei confronti delle sue prestazioni: in questo modo il bambino cresce con l’idea di valere soltanto in relazione ai risultati che ottiene, con la conseguenza di sentire un enorme peso sulle spalle, e dunque uno stato di ansia sempre presente, che non sembra mai abbandonarlo. A volte l’ansia scolastica si sviluppa dopo un periodo di “normale scolarizzazione”: avendo raggiunto buoni risultati, e sentendosi di conseguenza ammirato e lodato, il ragazzo può dare a questi eccessiva importanza, iniziando a porsi obiettivi sempre più elevati e schiacciandosi sotto uno stato di ansia auto-provocata, in una condizione permanente di pressione interna a fare sempre meglioin cui gli errori non possono essere accettati per alcun motivo.

Come si manifesta

Sul piano fisiologico l’ansia si manifesta con sintomi che interessano l’apparato cardiocircolatorio, gastrointestinale, endocrino, respiratorio e neurovegetativo. Dal punto di vista cognitivo il pensiero ansioso è caratterizzato dalla polarizzazione dell’attenzione sulle cose temute, dalla valutazione irrazionale della realtà, dal perfezionismo e dalla catastrofizzazione. Infine, da un punto di vista comportamentale, l’ansia si manifesta con un comportamento di evitamento o di fuga dello stimolo ansiogeno, aumentando così la percezione di rischio e di pericolo.