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I pericoli degli insetti

Per godersi la vita all’aria aperta con il proprio bambino serve qualche precauzione: meglio non sottovalutare le conseguenze di una puntura

Durante i mesi estivi aumenta il rischio di essere punti dagli insetti. La prevenzione spesso risulta difficoltosa perché la cute dei bimbi è delicata e sempre esposta.

Le zecche

Rappresentano un pericolo perché possono trasmettere un agente patogeno che causa una grave malattia. La migliore prevenzione è proteggere le zone del corpo del bimbo scoperte con abiti e calze chiare, affinché gli insetti possano essere individuati. Dopo i 2 anni si possono anche utilizzare repellenti (DEET, icaridina, permetrina), da spruzzare sugli abiti in occasione di una gita nel bosco o nei prati. Qualora si visualizzasse una zecca adesa alla cute, questa deve essere afferrata con una pinzetta a punte sottili e rimossa tirando molto dolcemente, evitando di schiacciare il corpo per non permettere alla zecca di rigurgitare gli agenti che causano la malattia. Per la stessa ragione vanno evitati alcool, oli o ammoniaca. Se, in caso di puntura, dovessero comparire un alone rossastro attorno, febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni o ingrossamento dei linfonodi entro 15-40 giorni, dovete urgentemente rivolgervi al pediatra.

Le zanzare

È una domanda ricorrente. Per proteggere i bimbi dalle zanzare bisogna innanzitutto affidarsi solo a prodotti che riportano la dicitura “presidio medico”, diffidando di altri preparati che hanno una efficacia non provata. Fino ai 3 mesi bisogna utilizzare solo protezioni fisiche come le zanzariere. Dai 3 mesi ai 2 anni c’è un solo principio attivo autorizzato e abbastanza efficace: il citrodiolo. Dai 2 ai 12 anni si può utilizzare un repellente a base di icaridina. Il principio attivo più efficace contro le zanzare è il DEET ma è meglio utilizzarlo solamente al di sopra dei 12 anni.

Api, vespe e calabroni

Gli imenotteri sono insetti con pungiglione che contiene un veleno costituito da sostanze che possono sensibilizzare i bambini allergici. La puntura determina rossore e dolore locale che insorge immediatamente; il dolore in genere migliora in due ore, mentre il gonfiore aumenta nelle successive 24 ore. Punture multiple – più di 10 – possono scatenare una reazione tossica caratterizzata da vomito, diarrea, mal di testa e febbre. Le reazioni locali esterne presentano gonfiore e dolore nel punto di iniezione, mentre le reazioni sistemiche sono accompagnate da orticaria, malessere, difficoltà respiratoria, alterazione dello stato di coscienza: meritano immediata valutazione medica. Se il piccolo viene punto, bisogna rimuovere in tempi rapidi il pungiglione poiché il veleno contenuto si svuota entro pochi minuti. Si consiglia poi di sfregare delicatamente con del cotone imbevuto di una soluzione di acqua e bicarbonato per almeno 20 minuti, per neutralizzarne la tossicità. Per evitare di essere punti, meglio non camminare a piedi nudi ed evitare abiti dai colori sgargianti o lozioni profumate.