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Essere genitori o fare i genitori?

Come si impara a crescere un figlio? La genitorialità si acquisisce pian piano, con un lento percorso diverso per ognuno

Siamo in un’epoca in cui si percepisce sempre di più un’ambiguità educativa, una diffi coltà evidente nel trovare una defi nizione comune e universalmente accettabile del signifi cato stesso della parola educazione. Che cosa signifi ca educare qualcuno? E come possiamo declinare questo concetto, oggi, all’interno di uno spazio fondamentale e intimo come quello che si costruisce tra un genitore e un figlio?
Innanzitutto, è importante capire che fare o essere genitori non significa sempre la stessa cosa. Anzi, quasi mai. Non c’è un manuale del perfetto genitore e, anche se ci fosse, non sarebbe altro che un lungo elenco di regole e tecniche infallibili, a cui tuttavia mancherebbe l’aspetto fondamentale: l’amore, in tutte le sue varianti, come l’accoglienza, l’empatia e la protezione. Potenzialmente, tutti possono “fare” i genitori: basta qualche piccola nozione di pedagogia, letta o appresa per esperienza diretta, la capacità di applicarla e un briciolo di attenzione a quello che accade. Basta ricordare di non rinforzare alcuni comportamenti, “punirne” altri, dare qualche informazione e qualche incoraggiamento, avendo cura di scegliere i momenti giusti in cui agire.

Fare o essere?

Ma questo signifi ca anche “essere” genitori? Pensiamoci bene. Se fare i genitori fosse un semplice atto di esecuzione di regole e azioni, non ci sarebbe diff erenza tra buoni o cattivi genitori, se non per la bravura nell’applicazione delle tecniche, indipendentemente dalle situazioni e, soprattutto, dai bambini. Essere genitori significa innanzitutto “vedere” il proprio figlio, comprenderne i bisogni emotivi e cercare di soddisfarlial meglio. A volte questo significa aiutarlo ad affrontare un compito che lui ritiene diffi cile, a volte aff rontare insieme una delle sue paure, a volte dargli dei limiti, a volte riprenderlo e sgridarlo. Ecco, se dovessimo dare una definizione di genitore, potremmo aff ermare che è colui che presta un’attenzione tale al proprio fi glio da non dimenticarlo mai, da riuscire a riconoscerlo tra le tante preoccupazioni della sua vita, in modo da dare la giusta importanza a tutti i suoi bisogni emotivi.