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ottobre 2017
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Castagnaccio con gocce di cioccolato

Ingredienti:

  • 200g di farina di castagne
  • 260ml di latte
  • 200g di robiola
  • 60g di zucchero
  • 50g di gocce di ciolccolato
  • 20g di pinoli mediterranei
  • 20g di noci
  • burro
  • sale
  • x 8 persone
  • Preparazione: 10 minuti
  • Cottura: 30 minuti

Procedimento

  1. In una ciotola lavorate a crema la robiola con lo zucchero e un pizzico di sale. Unite la farina e il latte a filo, amalgamando con una frusta dopo ogni aggiunta.
  2. Versate il composto ottenuto all’interno di uno stampo da 20 cm di diametro imburrato e rivestito con carta da forno. Livellate, aggiungete le gocce di cioccolato, i pinoli e le noci tritate grossolanamente. Cuocete in forno a 180°C per circa 30 minuti.
Vino consigliato

Il Greco di Tufo è uno dei grandi bianchi campani e italiani, prodotto in otto comuni dell’avellinese da vigne che si spingono fino a 600 metri d’altitudine. È una zona caratterizzata dall’influenza del fiume Sabato, dalla presenza di pendii ripidi, da terreni argilloso-calcarei vulcanici e dalla ricchezza minerale del sottosuolo. Il vitigno Greco - nome che non lascia dubbi sulla sua origine - è stato introdotto in Campania circa 2.000 anni fa nell’area vesuviana (a Pompei è stato ritrovato un affresco del I secolo a.C. in cui viene citato il vino Greco) dai Pelasgi, un popolo della Tessaglia. Solo in seguito ha iniziato a essere coltivato in zone limitrofe, trovando il proprio habitat in Irpinia. Poco dopo il suo arrivo in Campania era già tra i vini più pregiati: Plinio il Vecchio scriveva che ai banchetti veniva versato una sola volta per non sprecarne nemmeno una goccia. Il Greco di Tufo ha profumi che variano dal fruttato più o meno fresco a sensazioni minerali (talvolta di pietra focaia) e, con il tempo, quasi mielose. È un bianco strutturato, ricco ma di buona acidità, elementi che lo rendono compagno ideale della cucina di costa come dei piatti più terragni della tradizione irpina. Funziona anche l’abbinamento con la quiche, rustica e saporita grazie all’intensità dei porcini, della groviera e alle note affumicate dello speck, che ben si combinano con la sapidità e la potenza del vino. Bevetelo fresco, ma non freddo, per permettere agli ampi aromi di esprimersi in pieno.

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