Con le sue foglie variopinte, è una vera regina tra le piante d’appartamento. E non è detto che sia così difficile da curare come si dice: impariamo a conoscerla per mantenere vividi i suoi colori rendendo più accogliente la nostra casa.
Originaria delle foreste pluviali del Sud America, la Calathea porta un tocco esotico e sofisticato in ogni ambiente, ma è nota anche per la sua reputazione di essere un tantino “capricciosa”. Tra le belle e “difficili” spicca sicuramente la Calathea orbifolia, incantevole per le sue grandi foglie e decisamente imprevedibile. Ma per fortuna esistono specie che sono sia resistenti sia facili da coltivare, anche con pochi accorgimenti. Tante e diverse Le marantacee sono una grande famiglia botanica a cui appartengono la Maranta, la Ctenanthe e la Calathea. Non lo neghiamo, queste piante si somigliano tantissimo, ma si possono distinguere con qualche accortezza. La Maranta prende anche il nome di “pianta della preghiera” a causa del suo movimento chiamato nictinastìa: durante il giorno le foglie sono ben aperte, mentre al tramonto si ripiegano come se la pianta stesse pregando. La Maranta rimane più vicina al suolo e cresce in cespi verso l’esterno e può essere utilizzata come coprisuolo nelle zone ombrose dal clima molto mite. La Calathea è conosciuta per il fogliame interessante e i bellissimi fiori luminosi; le sue foglie sono pieghettate e di forma ovata o ovale, e talvolta lanceolate. La Ctenanthe ha foglie di forma ovale lanceolate, striate di giallo brillante, che crescono dritte sugli steli che si aprono a ventaglio come un ombrello.
Per i meno avvezzi…
Tra le marantacee più facili da coltivare spicca la Ctenanthe lubbersiana “Golden Mosaic”, originaria del Brasile. Non è una Calathea, non è una Maranta… ma un po’ di tutte e due. Presenta foglie ellittiche con una sorprendente colorazione variegata che unisce il verde acceso al giallo lime, rendendola una pianta molto decorativa. Per mantenere sano e vivido il contrasto di colori, va tenuta in ambienti caldi e lontano dalla luce diretta del sole. Se l’eccesso di luce può bruciarne le foglie, la mancanza di luce, invece, può portare a un affievolimento della variegatura gialla, uniformando la colorazione in un verde più spento. Le sue grandi foglie vanno lavate periodicamente con acqua sotto la doccia o con un panno umido. Per quanto riguarda le annaffiature, bisogna mantenere il terreno umido, evitando i ristagni. Il terriccio deve essere di qualità soffice, drenante e ricco di inerti, arricchito con perlite, fibra di cocco e bark per orchidee.
Ambiente, concime, parassiti
Per crescere sana, la Calathea richiede un ambiente ad altissima umidità; il vaso va posizionato su un sottovaso riempito di argilla espansa (o ghiaia) e acqua: in questo modo l’acqua evaporando aumenterà l’umidità locale senza che le radici tocchino il liquido, evitando il marciume. Il bagno o la cucina sono spesso gli ambienti ideali in cui conservare la Calathea, proprio a causa della naturale maggiore umidità. Per ottenere delle belle foglie sane e dal colore acceso, è importantissimo il nutrimento, circa due volte al mese, somministrando del fertilizzante liquido per piante verdi (ricco di azoto e arricchito con alghe) durante la stagione della crescita, in primavera e in estate. Far riprodurre questa pianta perenne è molto facile: basta fare la divisione dei cespi oppure, semplicemente, tagliare una talea e metterla in acqua. Radicherà velocemente e poi potrà essere piantata nel substrato di qualità. Il parassita che la Ctenanthe lubbersiana teme maggiormente è il ragnetto rosso (un tipo di acaro); in caso di attacco, bisogna utilizzare uno specifico insetticida. È bene sapere che gli acari, generalmente, odiano l’umidità, quindi potrebbe essere sufficiente mantenere umido l’ambiente per tenerli lontani. Quando i bordi delle foglie della nostra Calathea diventano marroni, sicuramente la causa è che la stanza dove l’abbiamo collocata non è abbastanza umida, oppure che c’è troppo calcare nell’acqua del rubinetto; in questo secondo caso è meglio ricorrere all’acqua piovana o distillata.