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Vienna, romantica 
e gourmet

Febbraio 2026
Tempo di lettura: 9 minuti

Sontuosa e affascinante come poche, la città di Sissi nasconde un’anima più contemporanea e anticonformista, perfetta da scoprire questo mese per un San Valentino davvero sorprendente. E tra un giro di valzer e uno in carrozza, il tour 
delle caffetterie – storiche o moderne che siano – è d’obbligo!

Immaginate la neve che copre come un manto una delle città più eleganti d’Europa e voi che passeggiate lungo il Danubio in tutta fretta per non fare tardi alla vostra serata danzante. A Vienna, infatti, febbraio è il mese clou della Stagione dei Balli. Certo, per partecipare a uno degli eventi più noti avreste dovuto organizzarvi per tempo, ma se c’è una cosa che non manca in città sono i caffè-concerto, locali – storici o no – dove 
si fa musica quasi tutte le sere, tanto che esiste addirittura un termine per definire il genere suonato nelle caffetterie: la Kaffeehausmusik, 
un mix di melodie tradizionali, canti popolari austriaci, valzer, polka e jazz.

CULTURA

Da un caffè all’altro


E, infatti, è impossibile non iniziare un viaggio a Vienna dalle 
sue caffetterie. Partiamo dal Café Sacher: sedere ai suoi tavoli 
è un’esperienza quasi necessaria da vivere durante un soggiorno 
in città, ma ovviamente non la sola. I caffè viennesi sono talmente tanti e definiscono in modo così determinante l’essenza della città da essersi meritati il titolo di Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco; 
la motivazione ufficiale recita: “luoghi in cui si consumano tempo e spazio, 
ma viene messo in conto solo il caffè”. I nomi storici sono famosi 
nel mondo: dal Demel, amato dalla principessa Sissi per le sue violette candite, al Café Bel Étage, alternativa perfetta per una Sacher a regola d’arte; dal Gerstner, dove provare la Punschkrapferl, delizia di pan di Spagna al rum e marmellata ricoperto di glassa rosa, al Café Landtmann, dove si ordina il Gugelhupf e si immagina di mangiarlo scambiando quattro chiacchiere con Freud, che ne fu cliente abituale. C’è poi il Café Central, il preferito da Arthur Schnitzler, o l’Hawelka, con i suoi Buchteln ripieni di marmellata… Un elenco infinito, che però non è fermo nel tempo. Anzi, è in continua evoluzione. Ci sono infatti istituzioni che si rinnovano, come l’Adlerhof, osteria storica e oggi caffetteria alla moda con tocchi di design, tra cui spicca la classica sedia Thonet, elemento essenziale dei locali viennesi al pari dell’einspänner, il tipico caffè in vetro con una generosa quantità di panna montata fredda sopra, o del mélange, una sorta di cappuccino spolverato di cacao, le più popolari tra le infinite varianti di caffè viennesi. O ancora, tra i locali che rientrano in quella che viene definita Third Wave Coffee Culture – movimento internazionale che eleva il caffè a esperienza artigianale e gastronomica (quello legato alla diffusione degli specialty coffes e alle diverse metodologie di estrazione con filtro) – possiamo citare il Gota Coffee, al terzo posto fra i World’s 100 Best Coffee Shops 2025; il Balthasar, aperto da Otto Bayer, figura chiave nel panorama viennese degli specialty, o il nordico ed essenziale Jonas Reindl. Nota di merito anche per Aida, storica catena viennese 
di caffè di qualità, a cui si deve l’introduzione della macchina per espresso in Austria nel 1946.

CUCINA

Tradizione e nuove tendenze


Ma Vienna non è solo caffè. Anzi, il 2026 sarà un anno interamente dedicato alla cucina grazie all’iniziativa Vienna Bites, un contenitore 
di eventi e promozione il cui obiettivo è valorizzare l’identità gastronomica cittadina. Ne sono il pilastro i beisl, le tipiche osterie viennesi che si distinguono per l’atmosfera sobria e accogliente, boiserie alle pareti 
e un ampio bancone per la mescita di birra e vino. La lista delle vivande celebra i grandi classici: la frittatensuppe o la griessnockerlsuppe (zuppa con stracotti di frittata la prima e gnocchetti di semolino la seconda), diverse versioni di schnitzel (la cotoletta), il tafelspitz (punta di manzo bollita), fino alla più estrema salonbeuschel (zuppa a base di interiora). Esempi perfetti di beisl fedeli alla tradizione sono, per esempio, 
lo Steman, il Rebhuhn e l’Ubl, per citare i più famosi. Di recente, tuttavia, anche questa istituzione ha vissuto un significativo rinnovamento 
con giovani gestori che hanno rilevato vecchie osterie, introducendo 
una ventata d’aria fresca negli arredi e in cucina. Vera rivoluzione per 
il genere, molti oggi si focalizzano sulla cucina vegetale, come hanno fatto il Rosi o il Brösl, mentre il Pramerl & the Wolf offre una cucina stellata, unendo fine dining e ambiente informale. Altro caposaldo della cultura gastronomica viennese sono gli heuriger, sorta di enoteche 
la cui apertura tradizionalmente era legata ai periodi della vendemmia 
e dell’imbottigliamento, anche se oggi se ne trovano di aperti tutto l’anno, come il Weingut Mayer am Pfarrplatz, dove si dice che Beethoven 
abbia composto parte della Nona Sinfonia. Tra i più interessanti 
il Wieninger am Nussberg, in posizione panoramica (aperto da aprile), affacciato su vigneti e città; e lo Zawodsky a Sievering, fuori dai circuiti turistici più affollati. Da provare lo sturm, bevanda tipica a metà tra 
il mosto d’uva e il vino novello, torbida, leggermente frizzante e fruttata.

Più di uno spuntino

Dal 2024 i celebri chioschi dei würstel di Vienna – piccoli, iconici casottini che sorgono come funghi sui marciapiedi cittadini – sono ufficialmente Patrimonio culturale immateriale Unesco. Questi würstelstand sono il regno dei frankfurter (i classici würstel viennesi) e delle käsekrainer, gustosissime salsicce ripiene di formaggio, invenzione austriaca ormai leggendaria. Da non dimenticare 
la salsa: meglio la tradizionale senape kremser (dolce) o quella speziata 
e piccante al dragoncello?

ARTE

Spazio alle novità


Certo, però, a Vienna non si viene solo per mangiare! Il patrimonio 
culturale di questa città, che è stata la capitale morale e intellettuale 
della Mitteleuropa tra Otto e Novecento, è infatti sterminato. L’istituzione artistica più nota è probabilmente il MuseumsQuartier, 
uno dei complessi museali più grandi al mondo dove spiccano 
il Leopold Museum – che vanta la più vasta collezione al mondo 
di dipinti e disegni di Egon Schiele, e una serie di imperdibili Klimt – 
e il MUMOK, luogo di arte contemporanea e del secondo Novecento. 
E poi il Palazzo di Schönbrunn, il Museo di Sissi, il Belvedere, 
il Palazzo della Secessione… i grandi poli museali presi d’assalto dai turisti li conosciamo tutti. Ma Vienna, forse inaspettatamente, rivela anche un volto diverso agli appassionati più curiosi, con realtà molto vivaci nate spesso da interventi di rigenerazione urbana con i quali 
si è saputo dare nuova vita a ex aree industriali e commerciali dismesse. Come nel caso del WUK, un’ex fabbrica di locomotive trasformata 
in centro socioculturale che ospita concerti, esibizioni, mostre e laboratori artigianali; o la Broatfabrik, ex fabbrica del pane dove l’arte si insedia in gallerie molto interessanti come la Anzenberger Gallery e l’Atelier10, galleria-laboratorio dove è possibile ammirare gli artisti al lavoro. Nel panorama degli “spazi off” si distingue anche il Brunnenpassage, mercato coperto che dal 2007 è diventato un laboratorio per l’arte transculturale offrendo eventi che spaziano dal teatro alla danza, 
dalla musica alle mostre, al cinema.

Per uno speciale San Valentino

  • Festeggiare all’Upper Belvedere, 
dove le coppie possono farsi scattare una foto professionale gratuita di fronte al Bacio di Klimt.
  • Condividere un momento di distensione totale galleggiando senza peso in una vasca aperta di acqua salata allo Schwerelos Floating Centre.
  • Visitare il Cimitero dei Senza Nome, set del film icona del cinema romantico Prima dell’alba.

ITINERARI

Architettura del futuro


Come è evidente, dunque, Vienna non è solo il suo centro, l’Innere Stadt, certo la zona più conosciuta, ma non l’unica che merita la visita. Iniziamo dal Freihausviertel nel Quarto Distretto, un vero cosmo creativo, vivace e contemporaneo, dove trovare locali, gallerie e il Museo del Terzo Uomo, chicca per cinefili. In zona, da non perdere, c’è il rinnovato Wien Museum Karlsplatz, aperto da poco più di un anno con uno spettacolare allestimento. Ci muoviamo poi a nord-est per entrare nel Landstrasse, nel Terzo Distretto, e per ammirare l’architettura onirica di Friedensreich Hundertwasser, artista ecologista le cui celebri case popolari Hundertwasserhaus rappresentano un’icona viennese coloratissima e bizzarra. Poco distante anche il Museo Hundertwasser con il suo bel negozio. Per ammirare altro dell’architetto ci si sposta nel Nono Distretto, dove si trova l’intervento forse più coraggioso di Hundertwasser: l’inceneritore e centrale di teleriscaldamento di Spittelau, da lui trasformato in un fantasmagorico castello industriale. Sempre nel Nono, è bello passeggiare tra le strade del pittoresco Servitenviertel, la “piccola Parigi”, tra case storiche ben conservate e locali dal gusto francese. Da visitare anche il Sigmund Freud Museum, nella casa del celebre fondatore della psicanalisi. Il Secondo Distretto ospita il Karmeliterviertel, l’antico ghetto ebraico, dove non perdere il mercato del venerdì e del sabato dall’atmosfera bohémien e il vicino Fleischmarkt dove perdersi 
tra i palazzi Art Nouveau. Il tour si conclude nel Mauer, nella periferia ovest, per ammirare la sorprendente Chiesa della SS. Trinità, gioiello brutalista del 1976 realizzato con 152 blocchi di cemento.

Souvenir di livello

  • Wiener Rösthaus e Gegenbauer sono gli indirizzi imperdibili per gli amanti del caffè di qualità e delle torrefazioni artigianali.
  • Altmann & Kühne è una storica pasticceria che dal 1928 offre circa 50 varietà di cioccolatini raffinati. Specialità della casa: i Liliputkonfekt fatti a mano.
  • Vienna è celebre per la sua produzione di miele, con arnie posizionate nei parchi e persino sui tetti (come quello della Zecca di Stato). Per acquisti: Wald und Wiese o Wiener Honig.

  • La manifattura di porcellane Augarten è la seconda più antica d’Europa, fondata nel 1718. Qui la porcellana è ancora realizzata e dipinta a mano.
  • Jarosinski & Vaugoin è l’indirizzo di riferimento che produce posate e argenteria raffinata rigorosamente fatte a mano dal 1847.

Info utili

ivie: l’app gratuita di Tourist-Info Vienna è lo strumento perfetto per conoscere la città; propone passeggiate 
a tema con informazioni utili per muoversi nella metropoli (www.wien.info).

Vienna City Card: è la carta turistica che assicura viaggi illimitati su tutti i mezzi pubblici di Vienna, oltre a offrire numerosi vantaggi, sconti e agevolazioni presso musei e attrazioni turistiche. Costi variabili da 17 a 88 euro, valida da 24 ore fino a 7 giorni (www.viennacitycard.at).

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