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Prevenire 
l’osteoporosi

Gennaio 2026
Tempo di lettura: 3 minuti

Vero e proprio spauracchio, specie per le donne in menopausa, questa patologia va presa sul serio. Per quanto possibile, è bene giocare d’anticipo partendo dall’alimentazione

L’osteoporosi è una malattia dello scheletro caratterizzata dall’alterazione della qualità e della resistenza delle ossa. La conseguenza è l’aumento del rischio di fratture, che si verificano più di frequente a femore, vertebre, polso, bacino: questa patologia può infatti comportare l’incurvamento della colonna vertebrale, con riduzione della statura, addome globoso, dolore acuto e cronico, difficoltà respiratorie, problemi gastrointestinali, e, in caso di frattura, perdita dell’autonomia nel 20-30% dei casi. 
Per misurare la densità minerale dell’osso, e dunque il rischio di frattura, si utilizza la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC), considerata ad oggi lo strumento di diagnosi principale per l’osteoporosi.

Un po’ di dati

Si stima che in Italia soffrano di osteoporosi circa cinque milioni di persone, con netta prevalenza femminile (una donna su tre, dopo la menopausa). Nel suo stadio iniziale non provoca dolore o sintomi particolari e, proprio per questo motivo, è considerata una patologia silente.

L’osteoporosi è una malattia multifattoriale, poiché diverse sono le cause che concorrono al suo sviluppo. 
I fattori di rischio non modificabili sono la menopausa, l’età avanzata, la famigliarità, l’etnia. I fattori di rischio modificabili sono, invece, un’alimentazione non equilibrata, la sedentarietà, l’abuso di alcol, il tabagismo, le malattie endocrine (per esempio ipertiroidismo, ipercortisolismo…), la celiachia, il morbo di Crohn, i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione (anoressia, bulimia…), l’uso prolungato di farmaci che possono interagire indebolendo l’osso (come gli anticoagulanti, o i corticosteroidi).

Il tessuto osseo si sviluppa durante l’infanzia 
e raggiunge la densità minerale massimale, vale 
a dire il cosiddetto “picco di massa ossea”, intorno 
ai venticinque anni. Una crescita ossea non ottimale nelle prime fasi della vita incide negativamente sulla salute dello scheletro e influenza notevolmente 
la perdita di massa ossea in età più avanzata. 
La prevenzione è possibile, fondamentale e necessaria, e deve iniziare già da piccoli, per contribuire alla robustezza delle ossa in età adulta e oltre.

Come fare prevenzione?


Innanzitutto è sempre consigliabile adottare 
(e mantenere nel tempo) uno stile di vita attivo, praticando regolarmente un’adeguata attività fisica (camminata, ballo, bicicletta…). Meglio ancora se contestualmente ci si espone alla luce del sole, cosa che andrebbe fatta quotidianamente per almeno 
20-30 minuti in inverno e 10-15 minuti in estate, 
per favorire la sintesi naturale di vitamina D.
Naturalmente è fondamentale un’alimentazione sana ed equilibrata, non fumare ed evitare 
il consumo eccessivo di bevande alcoliche. 
Tutte queste abitudini consentono di mantenere il proprio peso corporeo nella norma, elemento molto importante nell’ambito della prevenzione dell’osteoporosi.

Alimenti utili:

  • Latte parzialmente scremato e yogurt consumati regolarmente (ad esempio a colazione o come spuntino).
  • Formaggi, in particolare stagionati, come secondo piatto, una-due volte a settimana.
  • Pesce azzurro.
  • Frutta secca a guscio e semi, come mandorle, nocciole e sesamo.
  • Verdure ricche di calcio, come rucola, cime di rapa, broccoli, cavoli.
  • Legumi come ceci, lenticchie, cannellini, borlotti.
  • Acque ricche di calcio.

Attenzione a:


  • Sale, che in eccesso favorisce la perdita di calcio attraverso le urine.
  • Caffeina, che in eccesso può interferire con l’assorbimento del calcio.

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